Le camere bianche utilizzate per preparare il lander Phoenix Mars della NASA al lancio non erano così pulite come si pensava.
La vita, come si dice, trova sempre la sua strada, anche nei luoghi più impensabili. Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA nella California meridionale, insieme a ricercatori in India e Arabia Saudita, hanno scoperto 26 specie di microbi precedentemente sconosciute nelle camere bianche utilizzate per preparare il lander Phoenix Mars della NASA per il suo lancio nell’agosto 2007.
Cosa sono le camere bianche

Le camere bianche sono ambienti decontaminati e sottoposti a severi controlli, appositamente progettati per impedire alla vita microbica di raggiungere lo spazio. Tuttavia, alcuni microrganismi, noti come estremofili, mostrano una resistenza impressionante in ambienti inospitali, che si tratti del vuoto spaziale, delle sorgenti idrotermali sui pendii dei vulcani sottomarini o persino delle camere bianche della NASA.
Cosa sappiamo di questi nuovi microbi
Questi microbi potrebbero anche offrire spunti di riflessione utili alla vita sulla Terra. Gli scienziati hanno condotto ricerche genetiche su campioni raccolti presso il Payload Hazardous Servicing Facility del Kennedy Space Center della NASA in Florida, una delle ultime tappe per Phoenix prima del lancio dalla vicina Cape Canaveral Space Force Station. Hanno trovato 53 ceppi che, a loro dire, appartengono a 26 nuove specie. E hanno scavato nei genomi di questi nuovi estremofili, alla ricerca di indizi che potessero spiegare la loro straordinaria capacità di sopravvivenza. Secondo il team, le risposte potrebbero risiedere nei geni legati alla riparazione del DNA, alla disintossicazione da sostanze nocive e all’aumento del metabolismo.
Cosa dobbiamo aspettarci
La ricerca aiuterà la NASA a migliorare i protocolli delle camere bianche per ridurre al minimo il rischio di contaminazione biologica nelle missioni future. “Insieme stiamo svelando i misteri dei microbi che resistono alle condizioni estreme dello spazio, organismi con il potenziale di rivoluzionare le scienze della vita, la bioingegneria e l’esplorazione interplanetaria”, ha spiegato Kasthuri Venkateswaran, scienziato in pensione del JPL e autore principale dello studio, pubblicato il 12 maggio sulla rivista Microbiome.
Per saperne di più:
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