Come pensiamo che debbano essere utilizzati i nostri contenuti: una guida affinché tu possa leggerci con maggior efficacia.

Se stai leggendo queste parole, allora sei già a buon punto. Ciò rende evidente, infatti, che non ti sei limitato alla lettura del titolo. Spesso quest’ultimo, soprattutto sui giornali generalisti, deve in qualche modo catturare la tua attenzione in pochissimi caratteri: esso può così risultare non esaustivo. Pertanto è bene non fermarsi al titolo, il quale ha solo l’obbiettivo di indicare sinteticamente qual è il tema che ci si propone di sviscerare. Ma andiamo avanti, analizzando cosa rende una notizia scientifica degna di essere letta: saper leggere una notizia include anche la capacità di selezionarne una.

Sheldon e Penny, coprotagonisti della famosa serie televisiva “The Big Bang Theory”, intenti alla lettura di riviste scientifiche e non. Copyright: Rawr-Caps.

Una notizia scientifica è tale solo se si rifà a un articolo scientifico autorevole.

In particolare, esso deve riportare una citazione, diretta o indiretta che sia, allo studio in questione (tipicamente la trovi alla fine dell’elaborato stesso). Tale pubblicazione scientifica, però, va presa in considerazione solo se è stata sottoposta alla cosiddetta revisione paritaria da riviste notoriamente prestigiose come Nature, Science, Scientific American (compresa la sua versione italiana, ovvero Le Scienze), tra cui specialmente quelle specializzate nel nostro settore The Astrophysical Journal e via discorrendo.

Equivalentemente, si può fare riferimento ai canali ufficiali degli enti di ricerca (CNR, CERN, LIGO, Virgo, ecc.) o, più in generale, delle università più rinomate (Harvard, Oxford, Stanford, ecc.), le agenzie spaziali di maggior successo sia governative (NASA, ESA, ASI, ecc.) che private (per fare un esempio, SpaceX) e i musei nazionali (NASMNational Space Centre, ecc.), i quali a loro volta citano gli studi.

Capita anche, però, che una notizia sia già stata coperta da altri, per cui è possibile far riferimento a loro anziché direttamente all’articolo scientifico (a cui tipicamente farà riferimento, invece, l’autore preso in considerazione; l’importante è che l’eventuale catena di riferimenti tra autori diversi sia la più corta possibile, ma su questo ci torneremo più avanti). Conviene fare questo consultando i giornali più autorevoli a livello internazionale (The Guardian, The New York Times, Time, The Washington Post, ecc.) e i notiziari più popolari nel nostro ambito (Universe Today, ScienceAlert, ecc.).

In fine – soprattutto se, più che una notizia, si tratta dell’approfondimento di un argomento già ben noto alla scienza – si può anche fare riferimento alle eventuali recenti edizioni dei testi accademici di maggior successo (per esempio, The Feynman Lectures on Physics), che a loro volta possono riferirsi ad altri testi, o direttamente agli articoli scientifici, nella loro bibliografia.

Ora che sai riconoscere quando una notizia è davvero scientifica, vi presento un elenco di passi che in redazione riteniamo essere imprendiscibili applicare prima di pronunciarsi su una tale notizia.

Passaggi pratici per leggere come uno “scienziato”

Nella serie televisiva “The Big Bang Theory” lo scienziato immaginario Sheldon Cooper è noto per il suo scetticismo razionale, che è proprio l’atteggiamento ideale con cui bisognerebbe affrontare una notizia di carattere scientifico; a seguire ti mostrerò come sviluppare tale atteggiamento. Allenare certe abilità potrebbe, difatti, aiutarti a discernere di quali fonti dovresti e non dovresti fidarti e come individuare quando anche gli autori più autorevoli a volte esagerano o interpretano male le notizie, ma non solo:

  • prendi consapevolezza di quanto le informazioni importanti nella fonte originale possano essere reinterpretate, modificate e persino ignorate del tutto a seconda di ciò che l’autore capisce o seleziona;
  • fai attenzione ad affermazioni sorprendenti, le quali potrebbero essere esagerate;
  • valuta quanto sono precisi e inequivocabili i risultati presentati;
  • cerca un riferimento, o meglio ancora un collegamento, alla fonte originale;
  • prova a verificare se le citazioni riportate provengono davvero dalla fonte originale, in particolare dagli scienziati che hanno condotto la ricerca o la missione in questione;
  • controlla se la notizia è stata ripresa anche da altri.

Se seguirai i precedenti punti, i tuoi commenti saranno più che apprezzati dalla nostra redazione.

Siamo sempre interessati, infatti, a ricevere eventuali critiche costruttive che permettano di migliorare la qualità dei contenuti che vi proponiamo.

Per finire, consiglio la visione di un video (sottotitolato anche in italiano) realizzato da TED, per ripassare i punti chiave di quanto detto fin’ora.

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