L’asteroide ha dimensioni simili a quello esploso sopra Chelyabinsk nel 2013.

Advertisement

La missione Hayabusa2 si trova ad affrontare una sfida impegnativa: nel 2031 dovrà atterrare su un asteroide più piccolo di quanto si pensasse in precedenza. Osservazioni passate avevano fatto supporre che l’oggetto spaziale misurasse 30 metri e ruotasse sul proprio asse una volta ogni 10 minuti. In realtà, una nuova serie di osservazioni con i telescopi di tutto il mondo, combinate con dati radar, dimostrano che l’asteroide è largo appena 11 metri. Nel frattempo, la sua rotazione è così veloce che completa una rivoluzione ogni cinque minuti.

Cosa dobbiamo aspettarci

L’asteroide è così piccolo che potrebbe entrare nella cupola di uno dei telescopi da otto metri del VLT. Crediti: ESO.

Dopo l’atterraggio nel 2020 sull’asteroide Ryugu, largo 900 metri, e aver riportato un campione sulla Terra, la Hayabusa2 è ora impegnata in una missione che la porterà su KY26 nel 2031, con l’obiettivo di orbitare attorno alla roccia spaziale e atterrare nel tentativo di saperne di più sulla sua struttura e composizione. Le osservazioni suggeriscono che l’asteroide sia costituito da frammenti di roccia solida, piuttosto che da un cumulo di detriti di polvere. Hayabusa2 sarà in grado di determinare l’esatta struttura e composizione di KY26 al suo arrivo. Fra l’altro la missione è stata progettata per scoprire di più sui piccoli asteroidi, che sono quelli che impattano più frequentemente sulla Terra.

Capire qualcosa in più sulla difesa planetaria

Questa missione potrà aiutarci a comprendere meglio i piccoli asteroidi e a difenderci ogni qual volta uno di questi si dirigerà verso il nostro pianeta. “Ora sappiamo di poter individuare anche i più piccoli asteroidi pericolosi che potrebbero colpire la Terra, come quello caduto vicino a Chelyabinsk in Russia nel 2013, che era appena più grande di KY26”, spiegano gli scienziati. “I nostri studi potrebbero avere un impatto sui piani per la futura esplorazione di asteroidi vicini alla Terra o persino per l’estrazione mineraria dagli asteroidi”, concludono. Le osservazioni di KY26 sono state riportate il 18 settembre sulla rivista Nature Communications.

Per saperne di più: