Dalla NASA a National Geographic, fino alla Settimana Enigmistica: il viaggio di una foto virale con i tanti colori della Luna
Oggi, 1° novembre 2026, l’immagine torna per la terza volta nell’Astronomy Picture of the Day (APOD), la rubrica della NASA che ogni giorno propone un’immagine astronomica accompagnata da una spiegazione scientifica. Le precedenti pubblicazioni risalgono all’11 novembre 2020 e al 15 maggio 2022. È l’occasione per raccontare la storia di una fotografia, quella dei colori della Luna, che, negli anni, ha raggiunto persone, riviste e studiosi in diverse parti del mondo.

Quando è nata
Durante il lockdown, quando le restrizioni non consentivano di uscire neppure per fotografare, ho rivolto lo sguardo al mio archivio. In casa, sfogliando le fotografie delle Lune che avevo ripreso nell’arco di dieci anni, ho cominciato a ritrovare colori e forme osservati in luoghi e momenti diversi. Ho deciso di raccogliere quelle che presentavano una colorazione particolare. Sono nate così le quarantotto Lune di 48 Colors of the Moon: una composizione che ha iniziato il suo viaggio durante un periodo di immobilità, per poi raggiungere persone in tutto il mondo.
Come è nata la foto dei colori della Luna
Le fotografie provengono da diverse località italiane nelle quali ho vissuto o fotografato. Ho disposto le Lune seguendo una gradazione cromatica, anziché un ordine cronologico. La spirale accompagna lo sguardo da una tonalità all’altra e riunisce in un solo colpo d’occhio dieci anni di osservazioni. I colori appartengono alle fotografie originali: per questa composizione ho estratto i dischi lunari e li ho accostati, senza colorarli artificialmente.

Perché le lune hanno colori diversi?
La luce che ci arriva dalla Luna ha compiuto un lungo percorso: dal Sole alla superficie lunare, poi fino a noi, attraversando nell’ultimo tratto l’atmosfera terrestre. È soprattutto questo passaggio a spiegare la varietà cromatica della composizione. Quando la Luna è vicina all’orizzonte, la sua luce attraversa uno spessore maggiore d’aria. La diffusione sottrae al fascio diretto una parte della componente blu, favorendo l’aspetto giallo, arancione o rosso. Le particelle sospese possono modificare ulteriormente il colore.

L’atmosfera interviene anche sulla forma. Alcuni dischi appaiono ovali o schiacciati: la rifrazione solleva apparentemente il bordo inferiore più di quello superiore, comprimendo il disco in verticale. Colori e deformazioni rendono così visibile qualcosa che normalmente consideriamo trasparente: l’aria attraverso cui osserviamo. La spirale si conclude con la Luna nell’eclissi totale del 27 luglio 2018. Anche quel rosso racconta il ruolo dell’atmosfera terrestre: la luce solare, filtrata e deviata lungo il bordo della Terra, raggiunge la superficie lunare immersa nell’ombra del nostro pianeta.
Quando la Luna è rosa?
Tra le sfumature che attirano maggiormente l’attenzione c’è quella rosa, tendente al violetto. Nel caso della Luna fotografata il 12 marzo 2017, appena sorta nel cielo ancora chiaro, alla luce lunare arrossata dall’attraversamento dell’atmosfera si sovrappone la componente azzurra diffusa dal cielo.

Questa composizione documenta il cambiamento di colore del nostro satellite durante la levata del 23 luglio 2021, osservata da Modica. Il disco è ricostruito attraverso fasce orizzontali ricavate da fotografie scattate a intervalli di circa due o tre minuti. Dal basso verso l’alto, le strisce raccontano il trascorrere del tempo: dal rosa della Luna appena sorta, nel cielo ancora azzurro, alle tonalità arancioni e gialle assunte mentre il satellite guadagnava altezza e avanzava il crepuscolo. La fascia superiore mostra, come confronto, il colore bianco-grigio tipico della Luna alta nel cielo. Anche lo sfondo del cielo cambia insieme alla Luna, conservando in ogni fascia la luce del momento dello scatto. Il bilanciamento del bianco è stato mantenuto costante durante la sequenza, per documentare le variazioni cromatiche senza introdurre cambiamenti dovuti a questa impostazione.
Dopo la prima pubblicazione come APOD, la composizione ha cominciato a circolare su siti, giornali e social network. Una tappa significativa è stata la pubblicazione sull’edizione americana di National Geographic, che le ha dedicato un articolo di Liz Kruesi, apparso online il 5 gennaio 2023 e nel numero cartaceo di febbraio dello stesso anno. Nel tempo, l’immagine è stata richiesta anche da numerosi studiosi e scienziati.

Vedere questa immagine suscitare interesse in ambito scientifico ha aggiunto un significato al suo percorso: una composizione fotografica può far nascere domande e offrire un punto di partenza per parlare di fenomeni fisici. Le quarantotto Lune sono diventate così un’occasione per raccontare a un pubblico internazionale il ruolo dell’atmosfera nella nostra visione del satellite. Nell’agosto 2026 è comparsa persino sulle pagine della Settimana Enigmistica, raggiungendo ancora una volta un pubblico diverso.

Dalla diffusione mondiale a un aiuto per gli animali
Le richieste dell’immagine sono arrivate da tutto il mondo. Ho voluto che questo interesse si traducesse anche in un sostegno concreto alla tutela dell’ambiente e degli animali, un impegno che mi accompagna da tutta la vita. Per le richieste dirette delle stampe, in collaborazione con Nonsolografica di Ragusa, ho quindi scelto una modalità precisa: l’acquisto era subordinato a una donazione a un ente o a un’associazione impegnati nella protezione dell’ambiente, della natura e degli animali. Anche una parte del ricavato delle altre vendite dell’immagine è stata inoltre destinata per le stessa causa.
La diffusione della fotografia è diventata così un’occasione per sostenere ciò che sento profondamente vicino: nel mio modo di vivere e osservare il mondo, la passione fotografica e il rispetto per ogni forma di vita sono inseparabili. Oggi, mentre 48 Colors of the Moon torna per la terza volta sulla NASA, penso al percorso iniziato sfogliando un archivio durante il lockdown: dieci anni di osservazioni trasformati in una spirale capace di suscitare domande, attraversare confini e contribuire alla cura del nostro pianeta. Perché i colori di queste Lune raccontano anche la Terra: l’atmosfera attraverso cui le guardiamo e la responsabilità con cui scegliamo di abitare il mondo.
