Quando il Sole sembra trovarsi dalla parte sbagliata del cielo, andiamo alla scoperta dei raggi anticrepuscolari
Immaginate di osservare il tramonto. Il Sole è appena scomparso sotto l’orizzonte occidentale e il cielo si colora di sfumature arancioni, rosse, gialle. Vi voltate verso est e accade qualcosa di inatteso: una serie di raggi luminosi sembra convergere proprio davanti a voi, come se il Sole fosse appena tramontato dalla parte opposta del cielo. Per qualche istante la geometria del mondo sembra impazzire, parliamo dei raggi anticrepuscolari.

Naturalmente il Sole non può trovarsi contemporaneamente in due punti opposti dell’orizzonte. Eppure l’illusione è così convincente che molte persone, osservando per la prima volta i raggi anticrepuscolari, hanno l’impressione che la luce provenga davvero da est. Si tratta di uno dei più affascinanti inganni prospettici che l’atmosfera sia in grado di offrirci.

I raggi anticrepuscolari sono strettamente legati ai più noti raggi crepuscolari, quei ventagli di luce e ombra che si irradiano dal Sole quando questo si trova basso sull’orizzonte e la sua luce viene parzialmente schermata da nubi, montagne o altri ostacoli. Ciò che osserviamo dalla parte opposta del cielo non è altro che il prolungamento di quegli stessi raggi attraverso l’intera volta celeste.

In realtà poi i raggi non convergono affatto. Essi sono pressoché paralleli tra loro e possono estendersi per centinaia di chilometri nell’atmosfera. È la prospettiva a ingannare il nostro cervello, esattamente come accade ai binari di una ferrovia che sembrano incontrarsi in lontananza pur restando paralleli. Quando il Sole tramonta a ovest, i raggi anticrepuscolari appaiono a est e sembrano convergere verso il punto antisolare, il punto del cielo situato esattamente dalla parte opposta rispetto al Sole. Proprio questa apparente convergenza ci permette di individuare con notevole precisione la posizione del Sole sotto l’orizzonte, anche quando non è più visibile.

A rendere ancora più suggestiva la scena contribuisce spesso la presenza della Cinta di Venere, una delicata fascia arancione/rosata che si estende sopra l’orizzonte orientale. Al di sotto di essa compare una banda più scura, nota come Ombra della Terra, che rappresenta l’ombra del nostro pianeta proiettata sulla propria atmosfera. In questo scenario i raggi anticrepuscolari sembrano emergere dal crepuscolo stesso, sollevandosi insieme all’ombra terrestre mentre il crepuscolo avanza.
Ombre che raccontano ciò che non possiamo vedere
I raggi anticrepuscolari si formano quando la luce del Sole viene parzialmente bloccata da nubi, montagne o altri ostacoli presenti nella direzione del Sole. Questi oggetti proiettano nell’atmosfera enormi fasci d’ombra alternati a fasci illuminati che possono estendersi per centinaia di chilometri attraverso il cielo. Le particelle presenti nell’aria, come polvere, aerosol e minuscole goccioline d’acqua, diffondono la luce rendendo visibili questi fasci. Quando il loro prolungamento raggiunge il lato opposto del cielo, la prospettiva li fa apparire convergenti verso il punto antisolare.

Talvolta gli ostacoli responsabili della formazione dei raggi non sono nemmeno visibili. Una nube può trovarsi oltre l’orizzonte oppure una catena montuosa può essere già nascosta dalla curvatura terrestre. Eppure la loro presenza viene tradita dalle ombre che continuano a propagarsi nell’atmosfera.

In questo senso i raggi anticrepuscolari possono raccontarci qualcosa di invisibile: ci mostrano indirettamente ciò che sta intercettando la luce del Sole anche quando il Sole stesso è già tramontato. Mentre l’Ombra della Terra si innalza progressivamente nel cielo orientale, i raggi anticrepuscolari sembrano allargarsi e sollevarsi insieme ad essa fino a dissolversi nell’oscurità della notte. All’alba il fenomeno segue la sequenza inversa, accompagnando il ritorno della luce.

Raggi di luce o raggi d’ombra?
Nonostante il nome, ciò che osserviamo non è necessariamente costituito da fasci luminosi. Spesso risultano più evidenti proprio le ombre proiettate da nubi, rilievi montuosi o persino isole situate oltre l’orizzonte. Un aspetto curioso che ho avuto modo di osservare personalmente in numerose occasioni è che nei raggi anticrepuscolari le bande scure sembrano spesso più larghe di quelle luminose. Il ventaglio dei raggi anticrepuscolari appare quasi come il negativo fotografico del ventaglio dei raggi crepuscolari osservato dalla parte del Sole.

Un fenomeno che non appartiene solo al crepuscolo
Sebbene siano associati soprattutto all’alba e al tramonto, raggi analoghi possono comparire anche durante il giorno. Un esempio particolarmente suggestivo è rappresentato dai cosiddetti “raggi dell’arcobaleno” (rainbow rays), visibili talvolta all’interno o nei pressi di un arcobaleno. Anche in questo caso la prospettiva trasforma semplici fasci paralleli in linee che sembrano convergere verso un punto lontano.


I raggi anticrepuscolari sono la dimostrazione che il cielo sa raccontare bugie bellissime. Ci fanno credere che il Sole sia tramontato dalla parte sbagliata del mondo, che i raggi convergano quando in realtà sono paralleli, che la luce provenga da est quando nasce a ovest. Eppure, dietro questa elegante illusione, non c’è alcun inganno della natura che è capace di ingannare i nostri sensi senza mai tradire le leggi della fisica.
