L’ultimo rapporto del Pentagono dice che i casi di “oggetti volanti non identificati” sono aumentati a dismisura, nell’ultimo anno. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il tanto atteso rapporto del Pentagono del 2022 che riguarda gli “oggetti volanti non identificati” è finalmente arrivato. Lo ha pubblicato lo scorso 12 gennaio l’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale statunitense (l’ODNI), dopo un ritardo durato diversi mesi. In sostanza, il rapporto copre circa 510 avvistamenti UAP (Unidentified Aerial Phenomenon) raccolti dalle agenzie coinvolte e dall’esercito degli Stati Uniti. Nel rapporto si legge che gli UAP “continuano a rappresentare un pericolo per la sicurezza di volo e rappresentano una possibile minaccia per il personale militare Usa”. Si conclude però che “mancano dati sufficientemente dettagliati per consentire l’attribuzione di altri UAP con elevata certezza”.

Cosa sappiamo dei nuovi avvistamenti di “oggetti volanti non identificati”

Di questi 510 avvistamenti contenuti nel rapporto, ben 366 sono molto recenti. Di questi, 26 sono stati caratterizzati come sistemi aerei senza equipaggio, o droni, mentre 163 sono stati descritti come palloni e 6 assomigliavano ad uccelli o comunque ad uno stormo in volo. Rimangono 171 avvistamenti che non sono stati caratterizzati e non possono essere attribuiti a un qualcosa di artificiale. Nel rapporto si legge che “alcuni di questi UAP presentano caratteristiche di volo o capacità prestazionali insolite e richiedono quindi ulteriori approfondimenti”.

Il Pentagono ha poi spiegato che c’è un’evidente crescita di avvistamenti di oggetti che assomigliano a droni, ma che questi fenomeni continuano a verificarsi in spazi aerei sensibili. Gli Usa sono molto preoccupati circa la possibilità che un qualche loro avversario geopolitico li stia tenendo d’occhio e studiando per scopi bellici. Insomma, il Pentagono sembra prendere sul serio l’esistenza di “oggetti volanti non identificati” e le segnalazioni arrivate negli anni dal personale della Marina. Ad oggi, però, c’è anche un altro fattore che desta interesse: il fatto che lo stesso Pentagono abbia ammesso che molti di questi fenomeni rimangano tutt’ora inspiegabili.

Riferimenti: Defense.gov

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