Gli astronomi hanno sfruttato le capacità del telescopio spaziale Hubble della NASA per osservare più da vicino un mostruoso buco nero che alimenta un quasar.
Torniamo a parlare di Hubble e delle sue straordinarie capacità osservative. Il buon vecchio telescopio spaziale della NASA è riuscito a fotografare un quasar come mai prima d’ora. Un quasar è un centro galattico che brilla intensamente mentre il buco nero consuma materiale nelle sue immediate vicinanze. Le nuove foto di Hubble dell’ambiente attorno al quasar mostrano un sacco di “cose strane”, ha spiegato Bin Ren dell’Università di Nizza, in Francia. “Ci sono alcune macchie di diverse dimensioni e una misteriosa struttura filamentosa a forma di L. Tutto questo entro 16.000 anni luce dal buco nero”.
Dettagli senza precedenti

Il quasar nel nuovo studio, 3C 273, è stato identificato nel 1963 dall’astronomo Maarten Schmidt. Già nel 1994 Hubble lo osservò, rivelando che l’ambiente circostante fosse molto più complesso di quanto ci si aspettasse in precedenza. Per Hubble, fissare il quasar 3C 273 è come guardare direttamente un faro accecante di un’auto e cercare di vedere una formica che cammina sul bordo attorno ad esso. Il quasar riversa migliaia di volte l’intera energia delle stelle in una galassia. Uno dei quasar più vicini alla Terra, 3C 273 è a 2,5 miliardi di anni luce di distanza. Se fosse molto vicino, a poche decine di anni luce dalla Terra, apparirebbe luminoso come il Sole.
Il ruolo di Hubble
Lo strumento STIS di Hubble può fungere da coronografo per bloccare la luce dalle fonti centrali, in un modo non troppo diverso da come la Luna blocca il riverbero del Sole durante un’eclissi solare totale. Gli astronomi hanno utilizzato STIS per svelare dischi polverosi attorno alle stelle per comprendere la formazione dei sistemi planetari e ora possono utilizzare STIS per comprendere meglio le galassie ospiti dei quasar. Il coronografo di Hubble ha permesso agli astronomi di guardare otto volte più vicino al buco nero di quanto mai fatto prima.
Per saperne di più:
- Leggi il comunicato stampa della NASA.
