Andiamo a scoprire questo incredibile congegno meccanico: la macchina di Anticitera

Nell’ottobre del 1900 un giorno una tempesta impedì il rientro di una barca di pescatori greci di spugne. Il comandante decise di cercare riparo nell’isola di Anticitera (presso Creta) e nell’attesa i suoi marinai si immersero in cerca di spugne. I pescatori portarono in superficie una statua di bronzo e piccoli oggetti. Gli stessi pescatori, a metà dell’anno seguente, in accordo con le autorità greche, recuperarono numerose statue e molti altri manufatti da quello che venne battezzato il “relitto di Anticitera”. Oltre alla Testa di filosofo, all’Efebo di Anticitera e a un Discobolo, c’erano tre piccoli pezzi di bronzo verdastri, testimonianza di quanto fosse avanzata la tecnologia nella Grecia del I secolo a.C. 

La macchina di Anticitera
La macchina di Anticitera. Credit: Weekend Wayfarers
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Si tratta del cosiddetto “Meccanismo di Anticitera” (o “Macchina di Anticitera”), uno strumento modernissimo, da molti definito “il primo computer al mondo”, il cui meccanismo doveva assomigliare a un orologio da tavolo per le piccole dimensioni (circa 30×15 cm) e la cornice di legno che lo custodiva. All’interno erano incise delle iscrizioni, decifrate solo nel 1951, che fecero comprendere come funzionava la macchina; studi più recenti hanno poi svelato un’iscrizione posta all’interno, che ha definitivamente tolto ogni dubbio: si trattava di un complesso planetario, mosso da vari ingranaggi (in tutto aveva 37 ingranaggi, di cui 7 sono andati perduti) a ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del Sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi e i giorni della settimana. 

Frammento del meccanismo
Frammento del meccanismo.
Credit: https://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Anticitera#/media/File:NAMA_Machine_d’Anticyth%C3%A8re_1.jpg

La funzione di alcuni quadranti non è ancora chiara. Per farlo funzionare bastava girare una piccola manovella e con poche modifiche avrebbe potuto funzionare come un calcolatore matematico. Infatti la sua logica di funzionamento sarà la stessa dei calcolatori meccanici che verranno costruiti prima di quelli elettronici. Come probabile data della sua costruzione è stato posto l’87 a.C. Alla sua progettazione partecipò probabilmente Ipparco, uno dei maggiori astronomi dell’epoca. 

Ma a chi poteva essere destinato il prezioso meccanismo?

La nave affondò probabilmente intorno al I secolo a.C, mentre era diretta a Roma, carica di preziose opere d’arte. Oggi l’ipotesi più accreditata indica Giulio Cesare come destinatario dei tesori provenienti dalla Grecia. Come successo in occasione di altri rinvenimenti eccezionali, anche nel caso del “Meccanismo di Anticitera” si è parlato di un “manufatto fuori dal tempo”, considerato quindi non realizzabile con le conoscenze dell’epoca, opera di una civiltà aliena. Ovviamente non è così e il meccanismo testimonia solo l’avanzata tecnologia raggiunta dai Greci.

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