Viaggio nel magico mondo di Saturno

La missione Cassini Huygens è stata progettata per esplorare il pianeta Saturno, i suoi anelli, e le numerose lune che orbitano intorno al gigante gassoso. Parteciparono al progetto la NASA, l’ASI (agenzia spaziale italiana) e l’ESA (agenzia spaziale europea).

Le tre agenzie spaziali incaricate della missione.

Cassini Huygens fu la quarta missione a “vedere” Saturno, dopo le missioni Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2.

Ma fu la prima, e per il momento l’unica, ad entrare in orbita nel sistema Saturniano. Lanciata il 15 ottobre 1997, concluse la sua missione vent’anni dopo, precisamente il 15 settembre 2017.

I numeri di Cassini in una infografica
Credit: Nasa JPL

Il delicato sistema di Saturno

Per non contaminare le lune di Saturno, la sonda fu inviata, alla fine della sua fantastica avventura, direttamente dentro l’atmosfera del pianeta. Questa scelta fu l’unica possibile, visto che Cassini non aveva più combustibile per correggere la rotta.

Tra i parametri di missione Cassini aveva il compito di far atterrare il lander Huygens (sviluppato da ESA ed ASI) sulla principale luna di Saturno, Titano.

Questo avvenne il 24 gennaio del 2005. Dopo 2 ore e 30 minuti di discesa il lander Huygens toccava la superficie di Titano e, per 90 minuti, inviò dati su atmosfera, immagini e suoni.

Il Lander Huygens ed una rappresentazione artistica della discesa su Titano.
Credit: Nasa -Esa
La superficie di Titano fotografata dal lander Huygens
Credit: Nasa – JPL

La missione era richiesta dalla comunità scientifica fin dal 1982 e, dopo l’iter di approvazione, fu avviata la progettazione nel 1990.

Il lancio

Sette anni dopo, il 15 ottobre 1997, Cassini Huygens era lanciata dal razzo Titan IVB/Centaur, nel complesso 40 del John F. Kennedy Space Center (Florida),

Cominciava un viaggio straordinario.

Il lancio di Cassini
Credit: Nasa

Il piano di volo

1° luglio 2004

Dopo 7 anni di volo, e 3,5 miliardi di km percorsi, Cassini entrò nell’orbita di Saturno, ma per arrivare fino a lì dovette eseguire varie correzioni di volo.

Furono due flyby su Venere, e uno sulla Terra, più varie correzioni nello spazio profondo.

Prima di arrivare su Saturno, Cassini dovette attraversare anche la temibile fascia degli asteroidi.

Il piano di volo di Cassini Huygens
Credit: Nasa -Esa

Cassini era alta 7 metri, e larga 4.
Pesava 6 tonnellate e aveva una antenna parabolica, anch’essa con 4 metri di diametro.

Era comandata da 16 motori direzionali a idrazina, e l’energia per farla funzionare era fornita da 3 generatori termoelettrici a radioisotopi.

Per evitare il congelamento degli strumenti c’erano 82 unità di riscaldamento, sempre a radioisotopi.

Tutto questo si rese necessario perché il Sole sarebbe stato troppo distante per usare dei pannelli solari, che avrebbero dovuto essere molto grandi e pesanti, con costi e problemi strutturali notevoli.

La sonda Cassini Huygene nelle fasi finali di assemblaggio
Credit: Nasa – Esa

Cassini è l’ultima grande missione della NASA, in cui il bilancio finale dei costi superò i 5 miliardi di dollari.

In seguito, la NASA optò per una filosofia faster, better, cheaper (più veloce, migliore, più economico), con risultati non sempre all’altezza delle aspettative.

Una eredità enorme.

Cassini ha fatto migliaia di foto incredibili, con dettagli inimmaginabili, ha raccolto milioni di dati, che daranno lavoro ai ricercatori per almeno 20 anni, dopo la conclusione della missione.

Questa missione ci aveva abituato a infinite forme di stupore e meraviglia, il giorno del suo tuffo su Saturno molte persone sentirono di aver perso qualcosa di prezioso, una fredda macchina complessa era riuscita a trovare un posto nel cuore di tante persone appassionate.

Il messaggio di addio del team JPL della Nasa

“Every time we see Saturn in the night sky, we’ll remember. We’ll smile. And we’ll want to go back. “

Ogni volta che vedremo Saturno nel cielo notturno, ricorderemo, sorrideremo, e vorremmo tornare indietro.

Per Aspera ad Astra

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