Il progresso e la ricerca aerospaziale sono direttamente collegati al nostro quotidiano

Viviamo in un mondo in cui praticamente tutti abbiamo accesso all’informazione, possiamo scrivere, postare video e foto, ed essere così visti da un grande numero di persone.

Credit: Altan

Bello eh?

Però tanta libertà ha aperto la porta anche a chi scrive senza avere un minimo di preparazione tecnica o letteraria, con risultati disastrosi per la comunità in generale.

Spesso, chi scrive, ha le facoltá economiche per comprare gli strumenti necessari, ma non ha sufficiente preparazione tecnico/letteraria per farlo, ma loro non lo sanno, e lo fanno lo stesso.

Chi vi scrive adesso lo sta facendo, non sappiamo se con vero merito :-), comodamente seduto, usando un computer (notebook) del peso di circa 2 kg, collegato alla rete internet per mezzo di fibra ottica.

Internet cancella le distanze

Mi trovo a a circa 10.000 km di distanza dall’Italia , ma appena sarà finito l’articolo, in una frazione di secondo sarà già a disposizione di tutti, e questa è una grande responsabilità, quello che scrivo qua rimane registrato e visibile da chiunque.

Internet collega il mondo intero

Tutta questa meraviglia tecnologica ha un costo, in tempo e denaro, e arriva neanche da tanto lontano, possiamo anche dire una data.

12 settembre 1962

John Fitzgerald Kennedy (JFK) era il Presidente di una nazione piena di conflitti sociali interni, e con un nemico (Unione Sovietica) che minacciava i confini degli Stati Uniti d’America, non solo quelli fisici, ma anche quelli spaziali.

Il discorso di JFK

I sovietici avevano appena dimostrato che si poteva andare nello spazio, e questo apriva scenari futuri inimmaginabili, gli USA erano indietro, e se non si fossero mossi rapidamente, la loro posizione nel mondo sarebbe stata sempre più defilata, il “nemico” poteva volare sopra il loro territorio, totalmente irraggiungibili, potendo spiare e lanciare ordigni nucleari sul territorio americano.

Lo Sputnik, primo oggeto artificiale lanciato in orbita, un vero incubo per gli americani.

In questa data Kennedy fece il suo storico discorso:

Salpiamo su questo nuovo mare perché ci sono nuove conoscenze da acquisire e nuovi diritti da guadagnare e devono essere vinti e utilizzati per il progresso di tutte le persone. Perché la scienza spaziale, come la scienza nucleare e tutta la tecnologia, non ha una coscienza propria. Se diventerà una forza per il bene o il male dipende dall’uomo, e solo se gli Stati Uniti occupano una posizione di preminenza possiamo aiutare a decidere se questo nuovo oceano sarà un mare di pace o un nuovo terrificante teatro di guerra. Non dico che dovremmo o non saremo protetti dall’abuso ostile dello spazio non più di quanto non saremo protetti dall’uso ostile della terra o del mare, ma dico che lo spazio può essere esplorato e dominato senza alimentare i fuochi della guerra, senza ripetere gli errori che l’uomo ha commesso estendendo i suoi scritti in questo nostro globo.

Non vi è ancora alcun conflitto, nessun pregiudizio, nessun conflitto nazionale nello spazio. I suoi pericoli sono ostili per tutti noi. La sua conquista merita il meglio di tutta l’umanità e la sua opportunità di cooperazione pacifica potrebbe non tornare mai più. Ma perché, alcuni dicono, la Luna? Perché scegliere questo come nostro obiettivo? E potrebbero anche chiedersi, perché scalare la montagna più alta ? Perché, 35 anni fa, volammo sull’Atlantico ? Perché Rice gioca in Texas ?

Scegliamo di andare sulla Luna. Scegliamo di andare sulla Luna … Scegliamo di andare sulla Luna in questo decennio e fare le altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili; perché quell’obiettivo servirà a organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e capacità, perché quella sfida è una che siamo disposti ad accettare, una che non siamo disposti a posticipare, e una che intendiamo vincere, e anche le altre.

La spinta verso il progresso e la ricerca

Dietro alla propaganda politica ovviamente c’era un uomo con una visione del futuro superiore alla media, aveva visto che il suo paese era sostanzialmente arretrato tecnologicamente, e i sovietici correvano avanti.

L’obbiettivo di conquistare lo spazio e la Luna erano l’incentivo giusto per smuovere l’industria e la ricerca tecnologica, il governo avrebbe iniettato una quantità enorme di denaro pubblico nelle industrie americane, oltre 400.000 persone sarebbero state direttamente interessate, nel terziario si arrivò ai milioni di persone coinvolte, un paese intero proiettato nel futuro.

Gli americani vinsero questa corsa e furono i primi (e unici per il momento) a mandare uomini sulla Luna.

La domanda che (purtroppo) molte persone si fanno al giorno d’oggi, lasciando perdere quei poveracci che addirittura non ci credono, è:

A cosa è servito portare un uomo sulla Luna? Per riportarci indietro qualche kg di pietre?

Beh… Se vogliamo fare una lettura totalmente “MIOPE” di questo avvenimento, allora possiamo anche concordare che non era proprio il caso di spendere tanto e rischiare vite umane…

Ma i miopi (culturali) lasciamoli stare, è una battaglia inutile provare a spiegare a loro, che tanto criticano, che il loro benessere quotidiano arriva in gran parte dall’eredità della ricerca aerospaziale e militare.

Vedrci bene non é sufficiente, bisogna anche capire quello che stiamo guardando.

Quali saranno mai questi vantaggi che sono costati tanto agli americani negli sessanta e settanta?

Ecco alcuni esempi:

  • Il materiale Memory Foam: è quello che fa tornare alla forma originale la spugna del nostro divano o cuscino, o addirittura il plantare delle nostre scarpe, lo ha inventato la NASA.
La spugna che “ricorda” la sua posizione iniziale
Credit: Amazon
  • Pneumatici radiali: sì, proprio quelli che ci hanno liberato dalle vecchie e pericolose camere d’aria, i nostri pneumatici con cinture in acciaio annegate nella gomma sono cugini di quelli allora sofisticati usati sui Rover lunari.
  • Arti bionici: le protesi in titanio, leggere e robuste derivano dalla necessitá di usare materiali e leghe leggere, perché costa caro andare nello spazio, ma adesso fanno comodo a noi.

Leghe leggere e resistenti ci permettono di costruire protesi sempre più performanti, direttamente dalla ricerca aerospaziale.

  • Impianti cocleari: per persone non udenti, derivano dalle micro cuffie e microfoni ideati per le comunicazioni tra astronauti e la Terra, altro che le cornette!

Il progresso…. che bella cosa

  • Dispositivi a batteria senza fili: il primo trapano/trivella senza fili é stato usato dalle missioni Apollo, d’altra parte era un po difficile trovare una prolunga di 340.000 km, vero? E adesso li abbiamo in casa, per fare dei buchi nelle pareti per appendere i brutti quadri fatti dalla zia.

Fino ad Apollo non c’erano utensili a batteria, non a disposizione del pubblico comune.

  • Latte artificiale per allergici: esatto, colpa/merito della NASA anche qua! Non si poteva mandare latte fresco in orbita, o altri cibi freschi, e all’epoca potevano creare forti intolleranze, quindi li liofilizzarono, tirando via tutte le componenti pericolose, non era il caso di avere astronauti con il mal di pancia… e al giorno d’oggi i supermercati sono pieni di cibi “secchi” per chi ha poca o nulla dimestichezza in cucina.

latte e cibi liofilizzati, per andare nello spazio, ma anche nelle nostre tavole.

cibo liofilizzato
  • Lenti antigraffio: per occhiali, ci facciamo belli con i nostri occhiali da sole, che poi cadono ma quasi non si graffiano, tecnologia NASA, sulla Luna la polvere e regolite sono altamente abrasive e si attaccano a tutto.
Anche con il trattamento, le visiere potevano graffiarsi, ma molto meno!
  • Dispositivi di assistenza ventricolare: micro pompe in materiali elastici, tipo teflon o silicone, sempre da mamma NASA, che adesso aiutano nella dialisi, o mantengono in vita pazienti in attesa di trapianto cardiaco.
Una pompa cardiovascolare, derivata dalla ricerca spaziale.
  • Sensori aerei e fly-by-ware: prima della corsa allo spazio gli aerei erano manovrati da leve e cavi, per andare nello spazio ci voleva qualcosa di più preciso, i cavi diventano elettrici, e trasmettono impulsi generati a monte dal pilota su una cloche o joystick, e un attuatore meccanico/elettrico/idraulico ripete la manovra con precisione su un flap o ugello di direzione.
Schema basico del fly-by-ware, ereditá delle missioni Gemini e Apollo
  • La coperta termica: sembra la carta stagnola per metterci dentro il pollo al forno, ma invece è un materiale con forte potere isolante, sia dal freddo che dal calore, leggero e pratico, fu inventato per schermare le aeronavi spaziali .

Un uso meno “epico” ma comunque di grande importanza per il Kapton

  • Materiali anti incendio: dopo il grave incidente di Apollo 1, in cui tre astronauti morirono carbonizzati, nuovi materiali furono sviluppati per diminuire il pericolo del fuoco nelle missioni spaziali. A cosa servono a noi? Chiediamolo ai nostri (eroi) vigili del fuoco, loro lo sanno di sicuro!

I materiali ignifughi delle tute servono a proteggere i vigili del fuoco

  • Biosensori miniaturizzati: per monitorare i segnali vitali, se avete già fatto un elettro cardiogramma allora avete usato tecnologia spaziale, la NASA monitorava costantemente i segnali vitali degli astronauti in missione.
Miniaturizzati e scartabili, direttamente dallo…. spazio!
  • Micro circuiti: qui ci vorrebbero 6 mesi solo per iniziare, all’epoca un computer era grande come una sala commerciale, bella grossa, difficile mandarla tutta sulla Luna, quindi, quei nerd del MIT di Boston si misero a inventare i microcircuiti, che si trovano sotto la tastiera da cui vi sto scrivendo, dal cellulare che tutti abbiamo in tasca, nella tv full HD che usiamo per guardare programmi spesso inutili, nel termometro senza mercurio, nelle nostre vetture, nei GPS, nati per scopi militari, ma che adesso hanno il compito di riportarci a casa quando ci perdiamo per strada, e tutto quello in cui c’è elettronica, non dimentichiamolo
Una microscopica parte dei vantaggi della micro elettronica.

Fonte: ninjamarketing

“Eh ma… é costato carissimo andare sulla Luna…”

Vero, 26 miliardi di dollari dell’epoca, circa 300 di oggi, maledetta inflazione!

Moltissimo, ma gli americani spendevano il doppio, nello stesso periodo, per sigarette e alcol.

La guerra in Vietnam? Oltre 150, senza contare i morti e i costi post guerra.

Al giorno d’oggi la NASA (prendiamola come esempio) riceve 30 miliardi all’anno per le sue ricerche, una missione militare tipo quella in Iraq costerebbe altrettanto, però al mese!

E quelli che si lamentano per la ricerca di acqua su altri pianeti?

Dovrebbero pensare che se esiste acqua filtrata in molti paesi del terzo mondo, è grazie alla ricerca spaziale, non è sufficiente? Ricordatevelo quando andrete a votare, e lasciate tecnici e scienziati in pace, guadagnano briciole, se confrontati con (per esempio) i calciatori.

“Eh ma si potrebbero comunque dare piú soldi ai paesi poveri…”

Questo è verissimo, il mondo non è perfetto, ma sicuramente non è così brutto per colpa degli scienziati, dei tecnici, dei collaudatori che hanno rischiato (e a volte perso) la vita per rendere la nostra vita migliore.

In ogni caso, di solito, chi reclama di queste “ingiustizie” lo fa nel pieno confort di casa, con il cellulare ultimo grido, la TV da 90 pollici, e l’aria condizionata a palla, così è facile reclamare delle miserie altrui, vero?

Per coerenza, le persone contrarie alla ricerca e progresso, dovrebbero vivere in case di legno, senza energia elettrica, acqua dal rubinetto, niente radio/tv/cellulare/computer, perché il progresso è per tutti, ma se ne sei contrario sei proprio un bel ipocrita ad approfittarne.

Il cellulare fa male? Dipende da chi lo usa, se lo lasciamo in mano a dei bambini probabilmente si vizieranno in giochini e reti sociali, oddio, non solo i bambini…. ma l’invenzione in se è fantastica, non si può dare la colpa alla tecnologia, semmai all’essere umano, che è bravissimo a trovare il lato “oscuro” in ogni cosa.

Non mi addentro in questa diatriba, un bel tacer non fu mai scritto, quindi meglio ringraziare la ricerca, che non so a voi, ma a me fa molto comodo.

Per Aspera ad Astra

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