L’uomo nello spazio profondo

Il 1968 é stato l’anno della protesta, l’anno di una presa di coscienza mondiale, dei diritti umani, la guerra in Vietnam, la lotta razziale, l’assassinato di Martin Luther King, di Bob Kennedy, e, non meno importante, della corsa allo spazio.

Lo spauracchio sovietico

Pur avendo sviluppato il progetto Apollo e messo in orbita la piú grande nave spaziale dell’epoca, il CSM di Apollo 7, gli americani non avevano ancora fatto niente di eclatante o similarmente unico, come avevano mostrato i sovietici, con le loro varie “prime volte”.

Certo, mandare in orbita 3 uomini allo stesso tempo in una capsula spaziale era stato un risultato notevole.

Il razzo Saturno era giá il piú grande vettore in funzione, ma i primati erano ancora tutti in mano “al nemico”, il mondo si ricordava solo dei successi a ripetizione dell’allora URSS, ci voleva una notizia che facesse cambiare tutto e di corsa.

Da test orbitale a missione “impossibile”

La corsa allo spazio era principalmente un braccio di ferro tra due superpotenze in piena guerra fredda, quindi era assolutamente normale che ci fosse attivitá di spionaggio tra le due parti in conflitto.

Apollo 8 era previsto per volare in orbita bassa terrestre all’inizio del 1969, avrebbe dovuto portare il LM per i primi test in volo del modulo di allunaggio nello spazio, ma lo sviluppo del lander era ancora in alto mare.

Con grandissimo ritardo sui piani previsti, il rischio di rovinare tutto il programma lunare era altissimo, e la scadenza del decennio chiesta da Kennedy si avvicinava rapidamente.

Una notizia che, se vera, avrebbe chiuso i giochi

Tornando allo spionaggio, in quell’epoca arrivó nelle mani degli americani un relatorio in cui, foto scattate da aerei spia dimostravano la forte possibilitá dell’imminente lancio di un enorme razzo sovietico, mai visto prima.

Il tutto suggeriva la possibilitá di un tentativo di inviare almeno un uomo in orbita lunare, facendo cosí l’ennesimo record spaziale, un evento che avrebbe definitivamente messo in ginocchio il programma spaziale della Nasa.

La svolta epocale

Fu cosí che, gli amministratori Nasa, ebbero l’idea di cambiare radicalmente il piano di volo:
Apollo 9 avrebbe aspettato che il LM fosse pronto, e Apollo 8 avrebbe inviato in orbita lunare 3 uomini.

La missione avrebbe catalizzato l’interesse mondiale e, contemporaneamente, recuperato lo svantaggio tecnico e psicologico contro i sovietici, costringendoli a concentrarsi direttamente allo sbarco lunare.

La patch di Apollo 8

Il piano di volo

La missione fu programmata per volare prima della fine del 1968, degli esseri umani avebbero volato intorno alla Luna alla vigilia di Natale, l’equipaggio era composto da Frank Borman, Jim Lovell, e William Anders.

THE PRIME CREW FOR NASA’S APOLLO 8 MOON ORBITAL FLIGHT
Credit: NASA

Per la prima volta una capsula spaziale avrebbe toccato i 37000 km/h, in piena fuga dalla gravità terrestre, nelle 3 foto a seguire si vede Apollo 8 durante la TLI (trans lunar injection) accelerando e poi girandosi in direzione alla Luna.

Lancio alla vigilia di Natale

Lanciato il 21 dicembre 1968, Apollo 8 catalizzó davvero l’attenzione mondiale, mai nessun uomo aveva lasciato la relativa sicurezza dell’orbita terrestre. Tutta la struttura del programma Apollo doveva funzionare, e soprattutto il motore del CSM (Command Service Module).

Credit: NASA

Il motore doveva accendersi per entrare in orbita lunare, una frenata controllata per posizionarsi in orbita fissa, e poi riaccendersi per lasciarla, cioé accelerare fino a ritrovare il cammino di casa.

I rischi non totalmente calcolati

Se all’ingresso dell’orbita il motore non si fosse acceso, sarebbero rientrati seguindo una traiettoria di ritorno libero, procedura prevista in caso di avarie (vedi Apollo 13).

Schema della traiettoria di ritorno libero, o circumlunare.
Credit: NASA

Ma il momento di riaccendere per lasciare l’orbita della Luna era ciò che preoccupava più di tutto, la non accensione del motore avrebbe condannato l’equipaggio a morire e ad orbitare per sempre, creando un incubo in tutti gli americani, tre cadaveri girando intorno alla Luna, uno scenario assolutamente inaccettabile.

Ma tutto andó bene, a parte dei malesseri in viaggio, l’equipaggio di Apollo 8 fu premiato vedendo la prima Earth Rise , l’alba terrestre vista dalla Luna.

Earth Rise, la prima volta che degli esseri umani videro la Terra apparire come alba lunare.
Credit: NASA

24 dicembre 1968

É notte nelle principali cittá degli Stati Uniti, e notte fonda in Europa, Apollo 8 ha raggiunto con successo la Luna, un viaggio che ha letteralmente catalizzato le attenzioni del mondo intero.

Per la prima volta esseri umani si avventuravano nello spazio profondo. Dopo tante emozioni e apprensione c’è un momento in cui, gli astronauti, si prendono la responsabilitá di divulgare un messaggio.

La cassa di risonanza a disposizione é la piú grande che sia mai stata concepita, la diretta audio/video dalla Luna.

Doveva essere appena un messaggio convenzionale di pochi minuti alla nazione e ai paesi collegati, ma Borman, Lovell, e Anders avevano portato una Bibbia in volo.

A Houston lo sapevano, ma non immaginavano che sarebbe stata usata in questo modo.

La Genesi

Dopo alcune battute e video con la vista della Luna in diretta, ( giá questo aveva impressionato tutti a terra) gli astronauti si congedarono dalla trasmissione leggendo a turno, alcuni passaggi della Genesi.

Le proteste

É vero che qualcuno a terra storse il naso, e ci furono proteste su presunte strumentalizzazioni, il carissimo programma della Nasa era pagato da contribuenti di ogni credo e religione. La denuncia fu poi ritirata.

Il messaggio

Gli astronauti vollero appena passare un bel messaggio di unione, il momento solenne combinava perfettamente con le parole scritte, e loro probabilmente non se la sentivano di dire qualcosa di personale, erano piloti, ingegneri, scienziati, non poeti.

Dopo 10 orbite lunari, a circa 20 ore dalla prima accensione, Apollo 8 riprese il viaggio di ritorno alla Terra, e il 27 Dicembre terminava il suo viaggio nell’oceano Pacifico.

Apollo 8 attraversa l’atmosfera terrestre, 27 dicembre 1968, fotografato da un KC-135 a 40.000 piedi di altezza
Credit: NASA
Gli astronauti appena recuperati nell’oceano pacificio
Credit: NASA

L’eredità di Apollo 8

La missione, conclusa con successo, fu una doccia gelata per le ambizioni dei sovietici, che erano in realtá in ritardo sulla corsa alla Luna, e fallirono totalmente pochi mesi dopo, cercando di far decollare un loro razzo, che esplose distruggendo la piattaforma di lancio.

I messaggi da tutto il mondo

Durante il volo di rientro, numerosi messaggi di congratulazioni arrivarono all’equipaggio,la loro avventura aveva distolto dai pensieri e dalle preoccupazioni una intera nazione, se non il mondo intero, eccone uno dei piú significativi, quello di una signora di nome Valerie Pringle che diceva semplicemente:

“Avete salvato il 1968”

La copertina di Time dedicata alla personalitá dell’anno, dedicata agli uomini di Apollo 8

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