Mentre i costi energetici salgono alle stelle, la Russia sta bruciando grandi quantità di gas naturale. Ecco le conseguenze sul clima (e le bollette).

In un impianto di Gazprom vicino al confine con la Finlandia si starebbero bruciando tonnellate di gas naturale per un valore stimato di 10 milioni di dollari al giorno. A dare la notizia la BBC: “Mai visto un impianto di GNL (gas naturale liquefatto) bruciare così tanto” ha detto la dottoressa Jessica McCarty dell’Università di Miami. E in effetti le prime segnalazioni che ci fosse qualcosa di strano sono arrivate dai cittadini finlandesi, che all’inizio di questa estate si erano accorti di una grande fiamma all’orizzonte. Portovaya, questo il nome della cittadina vicina all’impianto, si trova nei pressi del gasdotto Nord Stream 1, che come probabilmente sapete trasporta il gas direttamente in Germania.

L’immagine satellitare pubblicata dalla BBC che mostra la colonna di fuoco nello stabilimento Gazprom di Portovaya. Credit: Copernicus Sentinel (BBC)

“Conseguenze devastanti sul clima”

L’ambasciatore tedesco del Regno Unito ha detto che la Russia sta bruciando gas perché “non può venderlo altrove”. Gli scienziati sono preoccupati per i grandi volumi di anidride carbonica e fuliggine che lo stabilimento sta creando, dato che potrebbe contribuire allo scioglimento dei ghiacciai. Secondo la Rystad Energy, vengono bruciati ogni giorno 4,34 milioni di metri cubi di gas.

Ricordiamo che le forniture attraverso il gasdotto Nord Stream 1 sono state ridotte da metà luglio. La Germania dice che si tratta di una mossa puramente politica, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Non hanno altri posti dove venderlo – continua l’ambasciatore Miguel Berger – quindi devono bruciarlo”.

Sono però gli impatti ambientali a preoccupare gli scienziati. Secondo i ricercatori, infatti, bruciare il gas può contribuire al riscaldamento del pianeta, con effetti disastrosi sul clima. Oltre a rilasciare 9mila tonnellate di CO2 ogni giorno nell’atmosfera, l’incendio sta producendo una gran quantità di fuliggine. Questo meccanismo contribuisce a trasportare il carbonio nero verso nord, dove si deposita su neve e ghiaccio, accelerando il processo di scioglimento del ghiaccio artico.

Riferimenti: BBC

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