I detriti spaziali che sempre più si stanno accumulando in orbita intorno alla Terra potrebbero causare una pericolosa reazione a catena. L’allarme della scienza.

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A novembre un detrito spaziale si è diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale mettendo in pericolo i sette astronauti a bordo. Una navicella spaziale russa agganciata alla stazione orbitante ha acceso i motori per cinque minuti, modificando leggermente la traiettoria della stazione e sventando la collisione. Se la stazione spaziale non avesse cambiato rotta, i detriti avrebbero potuto passare entro 4 chilometri dalla sua orbita con risultati disastrosi probabilmente. La Stazione Spaziale Internazionale ha dovuto effettuare manovre simili decine di volte da quando è stata occupata per la prima volta nel novembre 2000, e i rischi di collisione aumentano ogni anno con l’incremento del numero di oggetti in orbita attorno alla Terra.

La sindrome di Kessler

Una simulazione grafica della collisione avvenuta a febbraio 2009 tra il satellite per comunicazioni Kosmos 2251 e il satellite attivo Iridium 33, che ha prodotto migliaia di detriti. Crediti: ESA.

L’ultima grande collisione tra due oggetti spaziali si è verificata a febbraio 2009, quando un satellite militare russo inutilizzato si è scontrato con Iridium 33, un satellite per comunicazioni attivo gestito dall’azienda statunitense Iridium. L’evento ha prodotto un’enorme nube di quasi 2.000 detriti di quasi 10 centimetri di diametro e migliaia di frammenti ancora più piccoli. La sindrome di Kessler, così chiamata in onore dell’astrofisico americano Donald Kessler, descrive un ipotetico scenario in cui i detriti nello spazio innescano una reazione a catena. Un’esplosione genera una nube di frammenti che a loro volta si scontrano con altri oggetti spaziali, creando altri detriti. L’effetto a cascata potrebbe continuare finché l’orbita terrestre non sarà così intasata da rendere inutilizzabili i satelliti e costringere l’esplorazione spaziale a un improvviso arresto.

Cosa possiamo fare

Quando si parla di come impedire la proliferazione di detriti nell’orbita terrestre, occorre tenere in considerazione due aspetti importanti. Una è la tecnologia di bonifica: aziende e iniziative governative stanno cercando di sviluppare modi per trascinare i detriti fuori dall’orbita. La seconda riguarda la regolamentazione. Gli esperti di politica spaziale hanno da anni monitorato gli sforzi per adottare nuove linee guida internazionali o leggi nazionali volte a impedire alle aziende spaziali o ai soggetti malintenzionati di agire in modo irresponsabile. Non c’è dubbio che avere norme e linee guida ad hoc per i detriti spaziali sarà di grande aiuto, almeno nel prossimo futuro.

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