Ecco l’animazione che mostra le onde di tsunami provocate dal terremoto di magnitudo 8,8 al largo della costa della Kamchatka, in Russia.

Advertisement

Continuiamo a raccontarvi dello tsunami che si è riversato nel Pacifico, dopo il drammatico terremoto di magnitudo 8,8 al largo della Kamchatka, in Russia. Grazie ad un’animazione del NOAA (l’Agenzia nazionale americana per l’oceano e l’atmosfera) possiamo renderci conto di come le onde si sono propagate attraverso il Pacifico, subito dopo il sisma. Tra l’altro i satelliti della NASA hanno poi registrato lo tsunami circa 70 minuti dopo il terremoto. Ecco cosa hanno scoperto.

Come si è propagato lo tsunami dopo il terremoto in Kamchatka

Perturbazioni come un terremoto o una frana sottomarina innescano uno tsunami quando l’evento è abbastanza grande da spostare l’intera colonna d’acqua marina dal fondale oceanico alla superficie. Ciò provoca onde che si propagano, proprio come quando si getta un sasso in uno stagno si generano una serie di onde. “Un’onda alta 45 cm potrebbe non sembrare granché, ma gli tsunami sono onde che si estendono dal fondale marino fino alla superficie dell’oceano”, ha spiegato Ben Hamlington, oceanografo del Jet Propulsion Laboratory della NASA. “Quella che potrebbe essere alta solo 30 o 60 cm in mare aperto può trasformarsi in un’onda di 9 metri in acque meno profonde lungo la costa”.

Come vengono misurati gli tsunami

Le misurazioni satellitari degli tsunami raccolte stanno aiutando gli scienziati del Center for Tsunami Research del NOAA a migliorare il loro modello di previsione degli tsunami. Sulla base dei risultati di tale modello, il NOAA invia allerte alle comunità costiere potenzialmente interessate da uno tsunami. Il modello utilizza una serie di scenari terremoto-tsunami basati su osservazioni passate e su osservazioni in tempo reale provenienti da sensori installati nell’oceano. “Le osservazioni satellitari aiutano i ricercatori a ricostruire meglio la causa di uno tsunami e, in questo caso, ci hanno anche dimostrato che le previsioni di tsunami della NOAA erano esatte”, ha concluso Josh Willis, oceanografo del JPL.

Per saperne di più: