È una formula utilizzata per stimare il numero di civiltà extraterrestri evolute nella nostra galassia. Alcuni la chiamano “l’equazione dell’amore”, ecco perché.

Siamo nel 1960. L’astronomo Frank Drake ha solo trent’anni e viene invitato a partecipare ad un incontro, organizzato dall’Accademia Nazionale delle Scienza, sulla ricerca di forme di vita intelligenti nell’universo. Il giovane scienziato ha da poco condotto la prima ricerca di segnali radio provenienti da civiltà extraterrestri presso l’osservatorio della Virginia Occidentale. Mentre si prepara per andare all’importante meeting, scrive qualcosa che sarebbe rimasto impresso negli annali della scienza e che avrebbe portato alla nascita della famosa “equazione di Drake”.

Una navicella extraterrestre. Credit: danielarealpeg (Pixabay)

L’equazione di Drake, spiegata

Mentre pianificava l’incontro, Drake si rese conto che l’elenco delle cose da sapere per entrare in contatto con altre civiltà intelligenti era molto lungo. Egli capì che moltiplicando quei fattori si otteneva un certo numero: quello delle civiltà rilevabili nella nostra galassia. Questo, ovviamente, mirando alla ricerca radio, non a forme primitive di esseri viventi. Da quell’incontro nacque l’equazione di Drake:

N è il numero di civiltà extraterrestri con cui si può pensare di stabilire un contatto. R il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle, nella nostra galassia. “fp” la frazione di stelle che possiedono pianeti, “ne” il numero medio di pianeti per sistema planetario in condizione di ospitare la vita. “fl” la frazione dei pianeti su cui si è effettivamente sviluppata la vita. “fi” la frazione di pianeti su cui si sono evoluti esseri intelligenti. “fc” la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicare e L la stima della durata di queste civiltà evolute.

Frank Drake. Credit: Wikipedia (CC BY-SA 3.0)

Siamo soli nell’universo?

Non c’è dubbio che l’equazione abbia come intento principale quello di dimostrare matematicamente che le forme di vita intelligenti potrebbero essere comuni, nell’universo. Alcuni scienziati, però, sono stati molto critici con Drake. Gran parte dei termini dell’equazione derivano da congetture e non dall’osservazione diretta. Il risultato, insomma, potrebbe rivelarsi meno che inutile.

Nonostante ciò, l’equazione ha un valore teorico indiscusso. Lo scienziato precisò si trattasse di un’indicazione di massima da usare come punto di partenza, in futuro, per la ricerca di altre forme di vita intelligenti.

Fatto sta che ad oggi i valori di “fl” e “fi” restano indefiniti, nonostante l’esistenza di quasi 4000 esopianeti di cui alcune decine simili alla Terra per conformazione, dimensioni e distanza dalla propria stella.

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