Il 6 aprile, mentre Orion stabiliva il record di distanza dalla Terra, Jeremy Hansen ha letto il nome ad alta voce con la voce rotta. Reid Wiseman si è asciugato le lacrime. I quattro astronauti si sono abbracciati in silenzio.
Il 6 aprile, mentre Artemis II stabiliva il record assoluto di distanza dalla Terra con 252.000 miglia percorse, Jeremy Hansen ha aperto la comunicazione con Houston. Ha ricordato che, qualche anno prima, la loro famiglia di astronauti aveva perso qualcuno: Carroll, moglie di Reid e madre di Katie ed Ellie. Poi ha parlato di un cratere sul confine tra il lato visibile e quello nascosto della Luna, un punto luminoso che a volte è anche visibile dalla Terra. La richiesta dell’equipaggio è stata una sola, quella di chiamarlo Carroll. La vecchia promessa degli innamorati, “ti darei la luna”, non è mai stata così vera.
La storia
Carroll Taylor Wiseman era un’infermiera pediatrica, nata a Virginia Beach. Aveva 46 anni quando è morta nel maggio del 2020, dopo cinque anni di lotta contro il cancro. Un mese dopo morì anche la madre di Reid. Wiseman ha cresciuto le figlie da solo, è tornato in servizio attivo nel novembre 2022 e poco dopo ha ricevuto l’incarico da comandante di Artemis II. Prima di salire sul razzo il 1 aprile ha fatto una fotografia con le figlie davanti allo SLS, poi ha scritto: “sono un padre molto orgoglioso”.

Il nome deve ancora essere approvato
La proposta di denominare i due crateri, Integrity e Carroll, sarà sottoposta all’Unione Astronomica Internazionale al termine della missione. La commissione valuterà se il nome rispetta le linee guida, ha rilevanza culturale e scientifica e supera il voto interno. Solo allora potra entrare nel Gazetteer of planetary nomenclature, l’elenco ufficiale. Al momento Carroll è ancora una denominazione provvisoria. C’è però un precedente che fa ben sperare: l’astronauta dell’Apollo 8 Jim Lovell propose di dedicare un cratere lunare a sua moglie Marilyn, e anni dopo ottenne il via libera ufficiale. Non ci resta che incrociare le dita e sperare che anche per Carroll ci sia lo stesso bellissimo epilogo.
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