Lo spazio potrebbe essere finito ma senza bordi. Un viaggio in linea retta ci riporterebbe al punto di partenza, permettendoci di vedere il nostro passato.

Advertisement

Quando pensiamo all’Universo, la mente corre subito all’idea di un’estensione infinita o di una sfera in espansione. Ma esiste una terza opzione tra i cosmologi e che ricorda molto da vicino i videogiochi anni ’80: la topologia del 3-Torus. Meglio nota come “Universo a Ciambella” o modello Pac-Man, questa teoria suggerisce che lo spazio sia finito ma privo di confini fisici.

Funziona esattamente come lo schermo di un classico gioco Arcade: se la vostra astronave viaggiasse sempre dritta, non incontrerebbe mai un muro invalicabile con la scritta “fine”. Dopo miliardi di anni luce, sbucherebbe semplicemente dal lato opposto, tornando al punto di partenza.

L'Universo Pac-Man: e se viaggiando sempre dritto tornassi al punto di partenza?
Un’immagine in stile arcade che illustra il concetto: una nave spaziale che esce da un lato dello schermo e riappare dall’altro, in un loop infinito. (Crediti: Gemini/Google AI)

La sala degli specchi

Le implicazioni di vivere in un “loop” geometrico sono incredibili. Se l’Universo fosse davvero un toroide di dimensioni inferiori al nostro orizzonte osservabile, la luce avrebbe avuto il tempo di percorrere l’intero spazio più volte dall’inizio del Big Bang.
Questo significa che puntando i telescopi verso lo spazio profondo, potremmo essere ingannati da un’illusione ottica colossale.

Quelle che crediamo essere galassie lontane e sconosciute potrebbero in realtà essere immagini fantasma della nostra stessa Via Lattea, vista in epoche diverse della sua evoluzione. Il cielo notturno si trasformerebbe in una gigantesca sala degli specchi temporale, dove ogni oggetto celeste è ripetuto infinite volte. Guardando abbastanza lontano, staremmo letteralmente fissando la nostra nuca cosmica nel passato.

L'Universo Pac-Man: e se viaggiando sempre dritto tornassi al punto di partenza?
Una rappresentazione scientifica della topologia a 3-Toro, che mostra come un percorso rettilineo (la linea rossa) su questa forma geometrica conduca inevitabilmente al punto di partenza. (​Credits: Gemini/Google AI)

Le prove nella radiazione fossile

Frank Steiner dell’Università di Ulm ha cercato conferme di questa struttura analizzando la Radiazione Cosmica di Fondo (CMB), l’eco residua del Big Bang. I dati raccolti dai satelliti mostrano un’anomalia curiosa: mancano le fluttuazioni di temperatura su larga scala, quelle onde lunghissime che dovrebbero attraversare un universo infinito.

In un Universo a ciambella, queste onde mancano per un motivo fisico preciso: non c’è abbastanza spazio per contenerle. È come cercare di suonare una nota molto bassa su una corda di violino troppo corta: la fisica lo impedisce. Sebbene non ci sia ancora una “fumata bianca” definitiva, l’Universo Pac-Man resta una delle spiegazioni più eleganti per le stranezze del nostro cielo, suggerendo che siamo chiusi in una stanza geometrica che riflette la nostra stessa immagine all’infinito.

Per saperne di più:

Steiner, F., Classical and Quantum Gravity, University of Ulm.