Forse non ne comprendevano la vera importanza, ma con i loro manufatti ci stavano tramandando pezzi di metallo provenienti da altri mondi. I popoli di millenni fa forgiavano armi con meteoriti caduti dal cielo, senza sapere davvero cosa fossero.

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C’è qualcosa di estremamente affascinante nello studio delle popolazioni preistoriche: niente era tramandato per iscritto, non sappiamo come queste società interpretassero davvero il mondo. Ma c’è una caratteristica estremamente importante che accomuna società preistoriche ovunque sulla Terra: prima che l’utilizzo e la fusione del ferro proveniente dal sottosuolo terrestre si diffondessero, moltissimi popoli si ritrovavano ad utilizzare metallo caduto direttamente dal cielo attraverso i meteoriti per costruire utensili, armi o oggetti preziosi. Dalle lame affilate a tesori di gioielli, è possibile che talvolta gli uomini preistorici fossero addirittura coscienti della straordinarietà dei materiali utilizzati, arrivando a considerarli doni del cielo, anche pervasi di una certa sacralità.

sciame meteorico
Sciame meteorico delle Perseidi (crediti: NASA/Bill Ingalls)

Meteoriti che diventano armi

Il pugnale di Tutankhamon è forse il più celebre tra i reperti in cui è stata riconosciuta la presenza di ferro meteorico, in particolare nella lucente lama di metallo. Il pugnale è stato rinvenuto nel 1922, tra le bende che avvolgevano la mummia del famoso faraone, in un vero e proprio scenario da romanzo. Se l’elsa era preziosa e appariscente, d’oro e con bande di cristallo colorato, la lama era stata forgiata proprio utilizzando metallo proveniente dal cielo o, per meglio dire, dallo spazio. Riconoscere materiali di questo tipo è in realtà concettualmente semplice: il ferro dei meteoriti presenta un contenuto in nichel più alto rispetto a quello che si rileva nel ferro proveniente da sotto terra. Il pugnale di Tutankhamon presenta proprio questa caratteristica, ma è solo uno dei tanti reperti antichi e misteriosi riconducibili all’utilizzo di metallo spaziale.

tomba tutankhamon
Tomba di Tutankhamon, dove venne ritrovato anche il pugnale in ferro meteorico (Harry Burton, 1922)

Metalli celesti come preziosi tesori

Un altro noto esempio di materiale meteorico utilizzato come parte integrante di manufatti è il Tesoro di Villena, uno dei tesori più ricchi della preistoria europea. Esso nasconde in sé veri e propri pezzetti di universo: alcuni degli oggetti che lo costituiscono sono stati infatti forgiati durante l’Età del Bronzo della penisola iberica utilizzando metallo meteorico. Gli oggetti in questione sono tuttavia ormai piuttosto corrosi. È comunque sorprendente rendersi conto che molte delle armi e dei manufatti dell’Età del Bronzo erano probabilmente in materiale meteorico, forse a causa della difficoltà nel reperire materiale metallico dal sottosuolo.

Ma cos’è il ferro meteorico?

Come anticipato, il ferro proveniente dai meteoriti ha un contenuto in nichel molto maggiore di quello presente nel ferro derivante dal sottosuolo della Terra. Questi meteoriti sono per la precisione composti da leghe di ferro e nichel, in particolare camacite e taenite. Il più delle volte, materiali di questo tipo derivano dalla disgregazione di asteroidi di tipo M: si tratterebbe, forse, di parti di nucleo di asteroidi più antichi che si sono frammentati. È proprio la misurazione della percentuale di nichel, superiore a quella di materiali terrestri o artificiali, ad aiutare a individuarle.

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Meteorite con strutture di ferro e nichel, Museo di Storia Naturale di Londra (crediti: wikimedia commons)

Tra spazio e tempo

Usati da molte popolazioni preistoriche in tutto il mondo, questi piccoli frammenti di mondi lontani sono diventati oggi inestimabili tesori: reperti lavorati migliaia di anni fa, utilizzando metalli antichissimi, diventano finestre su società delle quali soltanto gli utensili ci tramandano informazioni; talvolta però, la loro utilità non si limita al loro già grande valore storico: oggetti come questi ci parlano, in qualche modo, dell’intero universo. Averne ancora oggi una testimonianza ci permette di compiere con la mente viaggi straordinari, passando per le antichissime epoche in cui i nostri antenati riuscivano più o meno consapevolmente ad avere a che fare con il cosmo. Ma soprattutto ci ricordano quanto l’universo sia fonte di ispirazione, di scienza e di tecnica, diventando talvolta materialmente parte delle nostre vite sulla Terra.

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