Dopo più di 50 anni dall’ultima missione Apollo, l’uomo tornerà finalmente sulla Luna, come auspicato da Eugene Cernan, l’ultimo uomo a camminare sulla superficie del nostro satellite, il 14 dicembre 1972; era stata la missione Apollo 17, durata 12 giorni, a portarlo sul suolo lunare.
Da quel momento, per alcuni decenni, l’esplorazione lunare con sbarchi di esseri umani è stata solo materia per libri di storia e per riviste e quotidiani che periodicamente celebravano gli anniversari più importanti.
Da alcuni anni, però, si è parlato con sempre maggiore insistenza di corsa alla Luna e, se tutto va come previsto, nel 2027, grazie alla missione Artemis III, l’uomo lascerà di nuovo le sue impronte sul suolo lunare.
Data la grande importanza dell’avvenimento, ripercorriamo brevemente le tappe dell’esplorazione della Luna, a partire dalla celeberrima missione Apollo.
Esplorazione lunare: la missione Apollo e il “grande passo per l’umanità”
In senso più ampio, fanno parte dell’esplorazione lunare anche le missioni avvenute tramite sonde robotiche (per esempio la sonda Luna 1 che fu lanciata dall’allora Unione Sovietica nel 1959), ma, in senso più ristretto, l’esplorazione della Luna vera e propria è quella che prevede missioni con equipaggi umani. A questo riguardo, i primi a riuscire nell’intento sono stati gli statunitensi, con la missione Apollo 8 che, nel 1968, portò tre astronauti in orbita attorno alla Luna; nel giro di circa 20 ore, la navicella spaziale orbitò intorno al nostro satellite ben 10 volte.
Seguirono poi altre due missioni (Apollo 9 e Apollo 10), ma quella più importante fu la missione Apollo 11, la prima a far sbarcare degli esseri umani sulla Luna: il primo a toccare il suolo lunare fu Neil Armstrong, seguito da Buzz Aldrin, che raccolsero materiale lunare che sarebbe stato riportato sulla Terra.
Il terzo astronauta fu Michael Collins, che rimase sempre nell’orbita lunare. Era il 20 luglio 1969 e nel toccare il suolo lunare, Armstrong pronunciò la celeberrima frase: “One small step for a man, one giant leap for mankind”, ovvero, “un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”.
Ci furono in seguito altri cinque sbarchi sulla Luna (missioni Apollo 12, 14, 15, 16 e 17). La missione Apollo 13 non atterrò sulla Luna a causa di un incidente (molti ricorderanno la famosa frase pronunciata da uno degli astronauti, Jack Swigert, “Okay Houston, we’ve had a problem here” (Okay Houston, abbiamo avuto un problema qui).
Dopo lo sbarco dell’Apollo 17 nessun essere umano ha più camminato sulla superficie lunare: l’interesse del pubblico statunitense per l’esplorazione cominciava a calare e c’erano anche notevoli problemi di budget. Ma ora le cose sono cambiate.
La missione Artemis: l’uomo camminerà sulla Luna nel 2027?
Se tutto va secondo i piani, sarà la missione Artemis III che porterà di nuovo l’uomo a camminare sulla Luna. Quasi tutte le fonti, compreso il portale ufficiale della NASA, riportano che l’uomo sbarcherà sul nostro satellite entro la metà del 2027.
Attualmente, l’attenzione è però concentrata sulla missione Artemis II, che non prevede l’atterraggio sul suolo lunare, ma un viaggio di 10 giorni attorno a essa.
Il portale ufficiale della NASA riporta che l’equipaggio sarà composto da quattro astronauti (Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman, Jeremy Hansen) e che la missione è programmata per aprile 2026, anche se la segreta speranza è quella di anticipare la partenza di un paio di mesi (febbraio 2026).
Tornando all’Artemis III, la navicella dovrebbe allunare nei dintorni del polo sud della Luna, anche se ancora non è stato definito con precisione l’esatto punto (sono attualmente 9 le regioni del polo sud lunare candidate).
Se non ci saranno intoppi, quindi, tra meno di due anni si verificherà quanto auspicato dall’ultimo uomo che ha messo piede sulla Luna, Eugene Cernan, che lasciando il nostro unico satellite naturale pronunciò una frase rimasta famosa: “Ce ne andiamo come siamo venuti e, se Dio vorrà, torneremo, in pace e con speranza per tutta l’umanità”.
