Ogni banana nasconde un fenomeno invisibile: un raro processo fisico che genera antimateria sotto i nostri occhi (e tra i nostri denti) senza alcun rischio.

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Non serve un laboratorio del CERN per trovare l’antimateria, basta infatti guardare nel portafrutta in cucina. Le banane sono ricche di potassio, un minerale fondamentale per la nostra salute, in natura, però, una piccola frazione di questo elemento (lo 0,0117%) è costituita dall’isotopo radioattivo Potassio-40, che è instabile e per raggiungere l’equilibrio deve decadere.

​Il lampo del positrone

Nella maggior parte dei casi, il Potassio-40 si trasforma emettendo un semplice elettrone e in una frazione molto rara di eventi, avviene il “decadimento beta più“, il nucleo quindi espelle un positrone. Sì, parliamo di antimateria vera e propria, la particella gemella ma opposta dell’elettrone. Ogni volta che mangiate una banana, state tecnicamente maneggiando una sorgente che produce sporadici lampi di antimateria.

Mangi antimateria a colazione? La fisica nascosta nelle banane

Annichilazione tra i denti

Niente panico: non esploderete (per fortuna). L’antimateria nel nostro mondo dura un istante, perchè appena il positrone esce, incontra un elettrone della materia circostante e i due si annichilano a vicenda e la loro massa sparisce trasformandosi in energia pura, raggi gamma per l’esattezza.

Perché non ce ne accorgiamo?

L’energia rilasciata è impercettibile per il corpo umano. Siamo immersi nella radioattività di fondo da sempre e il nostro organismo gestisce il Potassio-40 senza problemi. Non è un pericolo ma ci ricorda che le leggi più estreme della fisica delle particelle non vivono solo nei reattori nucleari o nello spazio profondo. E sì, tutto questo succede mentre pensi solo a fare colazione, mentre chi scrive in questo momento, la sta facendo pensando all’antimateria nella sua frutta.

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