Eseguendo una serie di sorvoli reali e “falsi”, la sonda Mars Express della NASA in orbita attorno a Marte è riuscita a rivelare come Phobos, la luna più grande del pianeta, interagisca con il vento solare grazie a un processo difficile da osservare.

Il nostro Sole emette il vento solare, un flusso di particelle energetiche che riempie il Sistema Solare. La nostra Luna riflette di continuo queste particelle e la stessa “retrodiffusione” gli scienziati si aspettano che lo stesso avvenga per la luna di Marte Phobos date le somiglianze tra i due oggetti, entrambi rocciosi, privi di un campo magnetico e atmosfera, e orbitanti attorno a pianeti del sistema solare interno. Tuttavia, la Mars Express dell’ESA ha osservato questa retrodiffusione soltanto una volta (nel 2008) nonostante si fosse avvicinato molte volte a Phobos.

I ricercatori hanno recentemente riportato i risultati del secondo rilevamento avvenuto di particelle riflesse del vento solare da Phobos, osservato durante un sorvolo della luna nel gennaio 2016, cercando di trovare una risposta al mistero per cui Phobos non si comporti come la nostra Luna, sebbene i corpi siano simili.

Dato che questa retrodiffusione è così intermittente e raramente osservata, gli scienziati si sono chiesti se il fenomeno potesse essere stato causato dallo stesso Mars Express che riflette le particelle del vento solare. Durante il sorvolo del 2008, la navicella aveva spostato i suoi array solari per puntare i suoi strumenti verso Phobos, una manovra che potrebbe aver influenzato il comportamento delle particelle circostanti. 

Rappresentazione Artistica della sonda Mars Express. Credits:  ESA/ATG medialab; Mars: ESA/DLR/FU Berlin

I “falsi” sorvoli

Per escludere questa possibilità, i ricercatori hanno eseguito tre manovre mai effettuate prima e soprannominate “falsi” sorvoli ravvicinati, nel 2017. Utilizzando la stessa identica sequenza di operazioni, manovre di controllo e regolazioni dell’array solare, la Mars Express ha volato in una zona di spazio ricca di vento solare, ma senza la presenza di Phobos. In pratica eseguendo un vero e proprio flyby, ma “senza” il bersaglio del sorvolo

Questi “falsi” sorvoli non hanno riscontrato segni che Mars Express abbia prodotto o diffuso particelle di vento solare, suggerendo che Phobos ha effettivamente riflesso le particelle rilevate nello spazio durante i passaggi ravvicinati del 2008 e del 2016.

Nonostante ciò, le particelle retrodiffuse sono state individuate solo in due delle oltre una dozzina di passaggi ravvicinati di Phobos, e anche in questo caso i segnali sono stati sporadici e intermittenti. 

Gli scienziati hanno considerato una serie di possibilità per questo comportamento, da processi che forse avvengono su scale spaziali o temporali diverse da quelle catturate da Mars Express, al possibile magnetismo su Phobos, sino alle differenze nelle composizioni superficiali di Phobos e della Luna – e altro ancora. Ma saranno necessari più sorvoli per trovare delle risposte concrete.

Il comportamento del vento solare diverso tra Phobos e la Luna implica che le superfici di ciascun oggetto si siano evolute in modo diverso, sollevando molte nuove domande su come il sistema di Marte differisca dal nostro.

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