Hanno suscitato un grande scalpore le prime foto ufficiali della stazione spaziale nazionale cinese Tiangong riprese dallo spazio

Hanno suscitato un grande scalpore le prime foto ufficiali della stazione spaziale nazionale cinese Tiangong riprese dallo spazio. Salta subito all’occhio la forma a croce della stessa e la perfetta simmetricità dei moduli agganciati al corpo centrale: Due moduli con grandi pannelli solari all’esterno più un modulo con dei pannelli più piccoli destinato ad essere presto affiancato da un modulo gemello dall’altro lato del nodo d’attracco. Una novità nel panorama delle stazioni spaziali che siamo stati abituati a vedere fin’ora, ma non è proprio così…

La Tiangong ripresa dallo spazio. Credito: CMSA
La Tiangong ripresa dallo spazio. Credito: CMSA

Qualcosa d’antico e qualcosa di nuovo…

Sembra un pò la tradizione legata all’abbigliamento di una sposa, mi si consenta l’accostamento, ma dietro a questa forma ci sono esperienze che risalgono a parecchi anni fa. Difatti, se guardiamo con attenzione i moduli che compongono la Tiangong, che in lingua cinese vuol dire Palazzo Celeste, notiamo una certa aria di famiglia. Ebbene si, se li mettiamo a confronto con i moduli Zarya, Zvezda e Prichal della ISS salta subito all’occhio il loro legame di stretta parentela: tutti derivano, infatti, dai moduli FGB che ben conosciamo già dai tempi delle prime Salyut e che hanno anche costituito l’ossatura della stazione sovietica MIR. Non è una novità che il programma spaziale cinese si sia evoluto autonomamente dalla collaborazione con quello sovietico prima e russo poi; un esempio tra tutti, la navicella Shenzhou (Vascello divino in lingua cinese), derivata dalla Sojuz. Nella foto, poi, notiamo anche un altro cugino della Sojuz: il cargo Tianzhou (Nave celeste in lingua cinese), versione vitaminizzata della Progress.
La novità, invece, è quella delle forma a croce che consente la rapida sostituzione di un qualsiasi modulo senza dover smontare tutto come sarebbe nel caso in cui si dovesse cambiare un modulo all’interno della ISS. In questo caso i vecchi maestri russi, hanno preso per buona l’idea degli allievi cinesi: la stazione orbitale russa ROS avrà, è ufficiale, la stessa forma.

Schema dei moduli della stazione spaziale Tiangong. Credito: CNSA
Schema dei moduli della stazione spaziale Tiangong. Credito: CNSA

Com’è fatta la Tiangong?

Il modulo centrale della stazione è il modulo Tianhe (Armonia celeste in lingua cinese). Lanciato da un Lunga Marcia 5B il 29 aprile 2021, pesa 22.500 Kg è lungo 16 metri ed è largo 4,2 metri con uno spazio pressurizzato interno di 113 M3 dei quali 51 sono abitabili.

Il modulo centrale Tianhe. Credito: Wikipedia common media
Il modulo centrale Tianhe. Credito: Wikipedia common media

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E’ del tutto simile al modulo Nauka della ISS ricalcandone la forma anche della parte sferica, il nodo di attracco a prua. E’dotato di un braccio robotizzato che può essere agganciato su varie zone della stazione e quindi spostarsi un pò come un vermicello. Ai lati del nodo di attracco vi sono dei piccoli bracci robotizzati, simili ai Lyappa in uso sulla MIR che servono per manipolare i moduli da agganciare e sganciare.

Il braccio robotizzato russo Lyappa. Credito: Roscosmos
Il braccio robotizzato russo Lyappa. Credito: Roscosmos


Ai due lati del modulo Tianhe, sono agganciati i due moduli LCM (Laboratory Cabin Module) che sono stati chiamati rispettivamente Wentian (La ricerca del cielo in lingua cinese), lanciato il 24 luglio 2022, e Mengtian (Il sogno del cielo in ligua cinese), lanciato il 31 ottobre 2022.

Il modulo LCM Mengtian. Credito: CNSA
Il modulo LCM Mengtian. Credito: CNSA


Ai due lati dei moduli LCM, che pesano entrambi, senza pannelli solari, 21.500 Kg per 17,9 metri di lunghezza e 4,2 metri di diametro, due grandi distese di pannelli solari che provvedono all’alimentazione della stazione insieme alle due piccole coppie di pannelli del modulo centrale Tianhe.

Il modulo Wentian. Credito: CNSA
Il modulo Wentian. Credito: CNSA

Il quarto modulo fluttuante

La stazione Tiangong  avrà presto un suo quarto modulo a completare la struttura a croce: si tratta del telescopio spaziale Xuntian (Sguardo nel cielo in lignua cinese) che verrà lanciato nel 2025 e che non verrà stabilmente agganciato alla stazione. Infatti orbiterà alla stessa altitudine parallelamente alla Tiangong con la possibilità di venire afferrato ed agganciato al nodo del modulo Tianhe in caso di necessità. Peserà 15.500 Kg ed avrà un telescopio di 2 metri di diametro. Sarà dotato di una sezione pressurizzata dove i Taikonauti potranno accedere per eventuali lavori di manutenzione.

Il telescopio spaziale Xuntian. Credito: CNSA
Il telescopio spaziale Xuntian. Credito: CNSA

Sviluppi futuri

La stazione spaziale Tiangong è, ufficialmente, una stazione aperta alla collaborazione internazionale anche se, ad oggi, nessun’agenzia spaziale straniera ha mostrato interesse a programmare una missione congiunta su di essa. E’previsto che possa essere implementata con altri moduli LCM a seconda delle esigenze delle attività future di ricerca. La sua struttura a croce, le consentirà una vita operativa pressochè illimitata potendo sostituire facilmente qualsiasi modulo necessiti di aggiornamento. Inoltre è previsto che possa operare nello spazio autonomamente anche per lunghi periodi senza quindi la necessità di dover avere costantemente un equipaggio a bordo.