La ricerca, legata agli effetti del COVID-19, mostra che 2 persone su 3 che si credevano sane hanno in realtà un deficit olfattivo. Un problema con seri rischi per la sicurezza e la salute.

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Un nuovo studio ha portato alla luce un fenomeno tanto diffuso quanto invisibile: milioni di persone, in particolare dopo aver contratto il COVID-19, potrebbero soffrire di una perdita parziale o totale dell’olfatto (iposmia o anosmia) senza esserne consapevoli. Questa condizione, a lungo considerata un effetto collaterale minore, si sta rivelando un problema di salute pubblica con implicazioni significative.

​I numeri dello studio: un deficit nascosto

​I ricercatori hanno analizzato quasi 3.000 persone con una storia pregressa di infezione da COVID-19. La scoperta più sorprendente è emersa dal gruppo che si riteneva sano e senza alcun problema olfattivo. Sottoposti a test oggettivi, un incredibile 66% (due persone su tre) presentava una perdita dell’olfatto misurabile.
​Se questi dati venissero estesi alla popolazione globale che ha contratto il virus, si tratterebbe di centinaia di milioni di individui con un deficit sensoriale non diagnosticato.

​Il tuo naso ti sta ingannando? Milioni di persone hanno perso l'olfatto e non se ne rendono conto

Perchè non ce ne accorgiamo?

A differenza della vista e dell’udito, il declino dell’olfatto è spesso graduale e non abbiamo strumenti quotidiani per misurarlo. Il nostro cervello è eccezionalmente abile a compensare le mancanze sensoriali, adattandosi a un mondo con meno stimoli olfattivi senza inviare segnali d’allarme. Inoltre, gli scienziati ipotizzano che il virus possa causare un danno a livello cerebrale che limita la nostra stessa percezione del deficit, rendendo l’autodiagnosi ancora più difficile.

​I rischi concreti: sicurezza e salute a rischio

La perdita dell’olfatto non è una questione secondaria. È un problema di sicurezza: significa non poter rilevare una fuga di gas, l’odore di fumo di un incendio o cibo avariato, esponendoci a pericoli domestici.
​Sul piano della salute, il legame è duplice. Da un lato, la perdita dell’olfatto è associata a un maggior rischio di depressione e a una peggiore qualità della vita. Dall’altro, è un noto marcatore precoce di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer, potendo manifestarsi anni prima dei sintomi più conosciuti.

Un semplice test per capire

Se hai dubbi sul tuo senso dell’olfatto, puoi fare un semplice test casalingo. Prova ad annusare distintamente sostanze dall’odore forte e familiare come caffè macinato, scorza di limone o dentifricio alla menta, tappando una narice alla volta. Se l’odore ti sembra debole, alterato o assente, potrebbe essere utile parlarne con il tuo medico. La consapevolezza di questo problema è il primo passo per affrontarne le conseguenze.


Fonti: