Soprannominati ‘’Odd Radio Circles’’ o ORC, questi misteriosi oggetti astronomici sembra che non abbiano origine nella Via Lattea: gli astronomi autori dello studio ritengono che ognuno di essi sia centrato su una galassia lontana milioni di anni luce

Grazie al radiotelescopio MeerKAT in Sud Africa ora siamo in possesso di straordinarie immagini di uno di questi ‘’anelli’’ che mostrano dettagli sbalorditivi. Al centro dell’anello possiamo notare una piccola macchia che indica l’emissione radio, quella è proprio la galassia da cui proviene. I medesimi dettagli sono stati riscontrati anche in altri Odd Radio Circles; gli scienziati sono quindi, oggi, abbastanza certi che questa sia l’origine dei misteriosi ORC: getti circolari con un diametro di milioni di anni luce emessi da galassie lontane altrettanti milioni di anni luce. Dalla modellazione della debole emissione radio che MeerKAT rileva all’interno degli anelli sembra proprio che questi siano i bordi di un ‘’guscio’’ sferico che circonda la galassia: in altre parole sembrerebbe un’onda d’urto generata da una gigantesca esplosione avvenuta nella galassia. La similitudine ad anelli piuttosto che a sfere si ha solo perché la sfera appare più luminosa ai bordi dove c’è più materiale lungo la linea di vista, proprio come una bolla di sapone.

L'immagine MeerKAT (verde/grigio) dello strano cerchio radio ORC1 sovrapposta a un'immagine ottica del Dark Energy Survey
L’immagine MeerKAT (verde/grigio) dello strano cerchio radio ORC sovrapposta a un’immagine ottica del Dark Energy Survey.
Credit: Jayanne English using data from MeerKAT and the Dark Energy Survey.

L’energia degli elettroni

MeerKAT ha avuto anche il compito di mappare la polarizzazione delle onde radio, fornendo informazioni circa il campo magnetico all’interno dell’anello. Dall’immagine ottenuta si evidenzia la presenza di un campo magnetico che corre proprio lungo il bordo della sfera. Ciò suggerisce che un’esplosione nella galassia centrale ha causato la collisione con il tenue gas al di fuori di essa; di conseguenza l’onda d’urto risultante ha eccitato gli elettroni presenti nel gas facendoli ruotare attorno al campo magnetico, generando onde radio. Un’altra sorpresa per gli scienziati è stato il rilevamento di diversi filamenti curvi, probabili scie di gas strappate da altre galassie a causa dell’onda d’urto che le attraversa.

Rappresentazione artistica degli ORC che esplodono da una galassia centrale. Credit: Sam Moorefield/CSIRO

Buchi neri in collisione o nascita di milioni di stelle?

La domanda, ovviamente, è cosa abbia causato l’esplosione. Gli scienziati stanno valutando e studiando due possibilità. La prima attribuisce la causa alla fusione di due buchi neri supermassicci: un evento di fusione del genere rilascerebbe enormi quantità di energia, sufficiente a generare l’ORC. La seconda possibilità prende in considerazione il cosiddetto ‘’starbust’’: la nascita improvvisa di milioni di stelle dal gas presente nella galassia causerebbe una forte espulsione di gas caldo, provocando un’onda d’urto sferica. Sappiamo che entrambi gli eventi sono molto rari, il che spiegherebbe di conseguenza la rarità stessa degli ORC. La certezza è che si ha ancora molto da scoprire su questi oggetti, per il momento sono stati soltanto rilevati dai radiotelescopi perché non vediamo nulla degli anelli a lunghezze d’onda ottiche, infrarosse o dei raggi X.

Square Kilometer Array (SKA), uno sforzo internazionale

Sono tutti al lavoro per la costruzione di uno strumento ancora più sensibile di MeerKAT e ASKAP: lo Square Kilometer Array con telescopi in Sud Africa e Australia promette di superare entrambi, uno sforzo che unisce il mondo della scienza per ottenere una visione migliore dell’universo. Senza dubbio lo SKA troverà molti altri ORC e sarà anche in grado di sondarli per scoprire cosa ci stanno dicendo sul ciclo di vita delle galassie.

Immagine di copertina credit Sam Moorefield/CSIRO

Fonte: Sciencealert, link allo studio

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