L’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri fa il punto sulla questione del ritorno dell’uomo sulla Luna (e delle recenti missioni)

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Il lander Peregrine, partito per la Luna due giorni fa, non ha alcuna chance di allunare il 23 febbraio: un problema al sistema di propulsione ha fatto già fallire la missione a poche ore dal lancio. La missione Artemis 2, che a fine anno avrebbe dovuto inviare 4 astronauti attorno alla Luna (non sulla superficie) è stata rinviata di almeno 10 mesi. Troppo poco tempo per prepararla per bene. Slittano quindi Artemis 3 e 4, che avrebbero portato a un allunaggio vero e proprio (ma già si parlava di far slittare quello umano alla 4, facendone uno senza equipaggio con la 3). A quando, quindi, la prima passeggiata umana sul nostro satellite dopo Apollo 17 del 1972? Ufficialmente, non prima di settembre 2026 (Io, quando ancora si parlava del 2024, dissi almeno 2028). Continuo a mantenere valida la stima. Diciamo al massimo seconda metà del ’27, se si decide di correre per non farsi battere dai cinesi (che hanno previsto un loro allunaggio entro il 2030, ma a una certa – vedendo i ritardi di Artemis – potrebbero decidere di accelerare).

Cambia qualcosa, a parte il dispiacere No, l’importante – scientificamente – è tornarci. E sottolineo tornarci perché già sento i cori “Non riusciamo ad andarci nel 2024 e vogliono farci credere di esserci andati più di 50 anni fa!”.

Il punto, che si continua a ripetere anche se c’è chi non vuole ascoltare, è che si vorrebbe mandare persone senza farle morire. Quando partì Apollo 11, la stima più ottimistica (e irrealistica) era che ci fossero almeno 5600 potenziali problemi al decollo. In generale, la possibilità di morte dell’equipaggio era data al 50%. Oggi, in teoria, si cerca di tenere quella percentuale sotto l’1%. Con un budget che è un infinitesimo di quello degli anni ’60. Capite che non è proprio una passeggiata.

Prevengo la domanda: “Quelle percentuali e tutto è andato sempre bene per miracolo?”.

Non tutto è andato bene (vi ricorda nulla Apollo 13?), e delle persone sono anche morte in maniera atroce, sia dal lato USA che sovietico. Quindi, anche solo per rispetto, almeno apriamo una pagina Wikipedia prima di fare brutte figure convincendoci di essere i primi in 50 anni a notare incongruenze in un complotto. Di seguito, ecco il video di (iscrivetevi al suo canale):

L’articolo e il video sono a cura dell’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri