Scoperto nel 1930, Plutone è stato considerato per anni il nono pianeta del sistema solare fino al 2006.

Plutone ha sempre attirato le simpatie delle persone ed il suo declassamento il 24 agosto del 2006 a pianeta nano, da parte Unione Astronomica Internazionale, è stato visto come irrispettoso nei suoi confronti. Cerchiamo di capirne il motivo facendo alcune doverose considerazioni. Innanzitutto Plutone dista in media dal Sole 5,8 miliardi di km ed ha un raggio equatoriale di 1151 km. Possiede ben cinque satelliti tra cui Caronte che pensate è la metà di Plutone.

Plutone e Caronte ripresi dalla sonda New Horizons nel 2015. Credit: NASA

Ciò implica che i due corpi rappresentino un vero e proprio sistema “pianeta-pianeta”: sono separati da soli 19.640 ed ovviamente legati gravitazionalmente. Questo è un dettaglio da non sottovalutare per la successiva definizione. L’orbita di Plutone intorno al Sole lo discosta dagli altri pianeti del Sistema Solare: ha una elevata eccentricità (0,24, ovvero 15 volte quella della Terra) ed è molto inclinata rispetto al piano dell’eclittica (percorso apparente che il Sole compie in un anno rispetto allo sfondo della sfera celeste).

Ecco l’orbita di Plutone

Che cos’è un pianeta?

Un corpo celeste per essere classificato come pianeta deve avere tre caratteristiche:

  1. Deve orbitare attorno a una stella
  2. Deve essere abbastanza grande (circa 500 km a salire) da avere sufficiente gravità in modo da assumere una forma sferica
  3. Deve essere abbastanza grande da consentire alla sua gravità di eliminare qualsiasi oggetto di dimensioni simili dalla sua orbita
Eris e la sua luna Dysnomia, ripresi dal Telescopio Spaziale Hubble. Credit:NASA

La scoperta di Eris

Plutone non soddisfa proprio il terzo punto: condivide la sua orbita con tanti altri piccoli oggetti detti ‘trans-nettuniani’ (ad esempio Makemake e Caronte). Il colpo di grazia fu la scoperta di Eris nel 2003 distante in media 10 miliardi di km dal Sole, con dimensioni simili a quelle di Plutone. Di conseguenza nel 2006 entrambi i corpi celesti furono denominati pianeti nani, insieme a Cerere (situato nella fascia degli asteroidi), Makemake e Haumea (entrambi nella fascia di Kuiper). Si ritiene che il sistema solare contenga molti altri pianeti nani: la difficoltà sta proprio nella individuazione vista la ridotta grandezza e talvolta l’immensa distanza dalla Terra. Ma Plutone resterà per sempre nel nostro cuore.

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