L’autore si è basato sul progetto Starshot Breakthrough, nel quale erano coinvolti anche Zuckerberg ed Hawking, per raccontare la storia di tre ragazzi determinati a salvare la Terra dall’autodistruzione.

“Durante il lancio di una sonda diretta verso Alpha Centauri, i progetti e le ambizioni di tre ragazzi vengono messi alla prova senza pietà da un inquietante colpo di scena.” Potrebbe essere riassunto così, se fosse un film Netflix, il racconto di fantascienza di uno degli autori di Passione Astronomia, Valerio Novara. Appassionato di giornalismo scientifico e divoratore seriale di film e serie tv, ha pubblicato i primi due libri di una saga destinata a far parlare di sé, soprattutto perché tratta di alcuni argomenti quantomai attuali. Un esempio? Il cambiamento climatico. Ma anche l’inquinamento, la volontà di cercare segni di vita nel cosmo, nonché la possibilità di viaggiare attraverso un buco nero per raggiungere la stella a noi più vicina in tempi ragionevoli. “Portami alla vita” è questo e molto altro. In questo articolo proveremo a farvi entrare nella mente dell’autore, desideroso di trasformare i suoi scritti in un’appassionante film o serie tv, un giorno.

Le copertine dei primi due libri della saga “Portami alla vita” di Valerio Novara. Credit: Flavio Lisi.

Perché “Portami alla vita” non è la solita storia di fantascienza

Per scrivere il libro Valerio è partito da una notizia di cronaca del 2016: Mark Zuckerberg, con l’aiuto del compianto Stephen Hawking e di un filantropo russo, Yuri Milner, aveva intenzione di finanziare una missione (Starshot Breakthrough) con alcune nanosonde da spedire verso Alpha Centauri con l’obiettivo di rispondere alla domanda che l’umanità si pone da secoli: c’è possibilità di vita nell’universo?

Protagonisti di questa storia tre ragazzi, ognuno con una storia apparentemente diversa, all’inizio del racconto. Liam è un esperto di fotografia e in generale di tecnologia digitale: vive a Londra, dove sviluppa applicazioni per clienti sempre diversi. La sua migliore amica, Angela, è una reporter romana omosessuale. Sempre determinata a “stare sul pezzo”, è pronta a scommettere che ci sia qualcosa di molto più grande dietro al progetto di Zuckerberg e co. Ultimo punto di vista quello di Will, ventenne con la passione per la biologia e le scienze applicate: è un ragazzo prodigio che ha costruito un macchinario in grado di pulire gli oceani dalla plastica. In questo caso l’autore si è ispirato ad un personaggio che esiste realmente e del quale parleremo nei prossimi giorni, l’olandese Boyan Slat.

“Era mia intenzione dare un punto di vista diverso, in ogni capitolo” ci ha rivelato Valerio. “La difficoltà iniziale è stata scegliere il punto di vista del narratore, ero indeciso se scrivere in prima o in terza persona. Poi ho pensato che dare più voci al racconto potesse dare anche l’opportunità al lettore di viverlo appieno. Volevo che chi leggesse immaginasse di trovarsi proprio nei luoghi e nella testa di chi raccontava. Ogni capitolo, quindi, si intitola con il nome del protagonista di quel capitolo: una scelta, questa, che mi permette di non fare spoiler e nemmeno anticipare eventuali colpi di scena alla fine di ogni capitolo”.

Un estratto di una delle presentazioni del libro “Portami alla vita”, di Valerio Novara.

La ricerca del nostro posto nel cosmo

In “Portami alla vita” non troverete mostriciattoli verdi, polipi o battaglie fra navicelle nello spazio interstellare. Niente di questo è previsto (almeno in questi primi due volumi) della saga di “Portami alla vita”. Valerio Novara ha voluto fare un viaggio introspettivo, che poi è il viaggio che fa ognuno di noi almeno una volta nella vita, per trovare il proprio posto nel mondo. È la continua ricerca della vita nel senso più puro del termine. Non solo abbiamo un pianeta, la Terra, stretto nella morsa dell’inquinamento ambientale, dei cambiamenti climatici e quindi dell’autodistruzione da parte dell’uomo, ma c’è anche questo viaggio interstellare, sullo sfondo, attraverso il quale l’umanità proverà a cercare una nuova casa e a costruirsi un nuovo inizio.

Forse è questo il grande messaggio che vuol dare Valerio con il suo libro: dobbiamo renderci conto che non c’è un pianeta B e che quello che abbiamo dobbiamo tenercelo stretto, perché potrebbe non esserci più, in un futuro non troppo lontano. Interessante anche il modo in cui l’autore ci fa entrare nella mente e nella vita dei personaggi: in “Portami alla vita” non vi annoierete mai. Valerio ha saputo dare un buon ritmo alla narrazione, alternando i capitoli ambientati nello spazio (e quindi nella navicella), a capitoli in cui si vede cosa sta succedendo contemporaneamente sulla Terra, dove la situazione non fa altro che peggiorare.

Valerio legge un capitolo del libro durante il primo lockdown

“Separazioni” e “Il mondo di prima”

Uno dei punti di forza del romanzo è che non cade mai nel banale, anzi. La struttura narrativa e i capitoli sono semplici, anche quando si tratta di spiegare dettagli più scientifici. Con un linguaggio alla portata di tutti l’autore ci fa vivere le stesse ansie, paure, emozioni fisiche che provano i protagonisti. E poi il sesso, la morte, l’amore, l’amicizia: tutte cose che fanno parte della nostra quotidianità e che ci rendono esseri umani. L’autore ha deciso di descrivere nel dettaglio ogni sfaccettatura del romanzo, senza lasciare nulla al caso. Quando finirete di leggere il primo volume, “Separazioni”, avrete così tanta voglia di sapere cosa succederà che inizierete subito il seguito, “Il mondo di prima”.

Insomma, se vi appassionano le belle storie, non potete non dare un’occhiata ai romanzi di Valerio Novara, al quale auguriamo di coronare il sogno di poter vedere, un giorno, questi suoi capolavori in tv e streaming sotto forma di film o serie tv.

Qui c’è il primo volume della saga: https://amzn.to/2YUC3lY

Per seguire l’autore su Instagram: https://www.instagram.com/valerionovara_/

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