Il 20 marzo 2026 alle 15:46 scatta l’equinozio di primavera ma per i climatologi la primavera è già cominciata il 1º marzo. Gli esseri umani hanno sempre avuto bisogno di sapere quando inizia la primavera, ed ogni epoca ha trovato una risposta diversa

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Nel maggio del 325, l’imperatore Costantino convocò a Nicea, nell’attuale Turchia, il primo concilio ecumenico della storia cristiana. Vennero da tutta Europa e dal Medio Oriente, tra i 220 e i 318 vescovi a seconda delle fonti. L’ordine del giorno principale era teologico: stabilire se Gesù fosse “della stessa sostanza di Dio Padre” o una creatura distinta. Ma mentre erano lì, risolsero anche un problema che teneva divise le comunità cristiane da decenni: quando celebrare la Pasqua? La decisione fu che la Pasqua cadesse la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Il problema è che per fare quel calcolo serviva una data fissa per l’equinozio, e l’equinozio astronomico non cade sempre lo stesso giorno. I vescovi lo sapevano, e risolsero la questione stabilendo per convenzione che la primavera iniziasse il 21 marzo, e così fu. Quest’anno l’equinozio cade il 20 marzo alle 15:46, un giorno prima, e la Pasqua si calcola lo stesso dal 21. Quella convenzione del 325 d.C. determina ancora oggi la data in cui miliardi di cristiani festeggiano la Pasqua.

Cosa stavano cercando di calcolare i vescovi

Primavera ed equinozio
Credit: NOAA

La Terra orbita attorno al Sole con l’asse inclinato di 23,5 gradi. Quando quell’asse non punta né verso né lontano dalla nostra stella, le ore di luce e di buio si equivalgono in tutto il mondo: è l’equinozio. Quello che i vescovi di Nicea cercavano di ancorare a una data fissa è un evento geometrico che dipende dall’orbita terrestre, non dal semplice calendario. La Terra impiega 365,2422 giorni a completare un giro, non 365 tondi, e la data dell’equinozio scivola leggermente da un anno all’altro. Gli anni bisestili correggono il conto ogni 4 anni, ma non abbastanza da fissarlo sempre allo stesso giorno. Nel XXI secolo l’equinozio di primavera cade quasi sempre il 20 marzo, qualche volta il 19 o il 21.

La risposta moderna: tre mesi fissi

16 secoli dopo Nicea, i climatologi hanno affrontato lo stesso problema da un’angolazione diversa. Se vuoi confrontare il marzo 2026 con il marzo 1950 per capire se fa più caldo, i due marzo devono appartenere alla stessa stagione, sempre, senza nessuno spostamento. Con l’equinozio che oscilla tra il 19 e il 21, il confronto si complica. La soluzione è stata quindi la stessa dei vescovi: fissare una convenzione. Dicembre-gennaio-febbraio per l’inverno, marzo-aprile-maggio per la primavera… e così via. Ogni stagione comincia lo stesso giorno ogni anno. Tra la primavera meteorologica e quella astronomica ci sono circa 20 giorni di differenza, e entrambe le definizioni coesistono senza che una invalidi l’altra.

Terra equinozio di Primavera

Le conseguenze pratiche: marzo in Italia

Il fatto che la primavera meteorologica sia già cominciata non significa che il tempo lo sappia. Marzo è il mese in cui sull’Italia si scontrano le ultime masse d’aria invernale con le prime correnti calde dal Mediterraneo. Al Nord le discese fredde dai Balcani si alternano a giornate già miti, mentre al Centro-Sud le temperature possono toccare i 18-20°C nelle pianure e nelle Isole già nelle prime settimane. Il tempo cambia più in fretta che in qualsiasi altra stagione: un’alta pressione porta 20°C su Roma, un’irruzione fredda dai Balcani li abbassa di 10 gradi nel giro di 24 ore. Le gelate tardive di aprile sono la conseguenza più concreta di questa instabilità. Viti e alberi da frutto già in fioritura a marzo restano esposti a notti che possono ancora scendere sotto zero. È successo nell’aprile 2021, quando tra il 7 e l’8 aprile le temperature scesero a -7°C in Toscana e in Pianura Padana e bruciarono vigneti e frutteti in tutto il Centro-Nord.

Nella notte tra il 28 e il 29 marzo le lancette passano direttamente dalle 2:00 alle 3:00. Si dorme un’ora in meno (purtroppo) e i tramonti slittano avanti di un’ora. L’ora legale resterà fino all’ultima domenica di ottobre, e il dibattito europeo sulla sua abolizione va avanti da anni senza mai un vero e proprio esito. I vescovi di Nicea nel 325 avevano bisogno di sapere quando inizia la primavera per calcolare la Pasqua e i climatologi moderni ne hanno bisogno per confrontare i dati sul clima. Le risposte sono dunque diverse perché diverse sono le domande. La primavera astronomica comincia il 20 marzo, quella meteorologica il 1° marzo… dipende sempre da cosa stai cercando di misurare.

Fonti: