Grazie all’utilizzo di un rilevatore sottomarino al largo della Sicilia, gli scienziati hanno rilevato un eccezionale neutrino ad altissima energia.

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Una scoperta da record, al largo delle coste siciliane. Grazie all’uso di un sofisticato telescopio sottomarino KM3NeT che si trova nelle profondità del Mediterraneo. Si tratta di un eccezionale neutrino ad altissima energia e la scoperta è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Nature. Si tratta di una collaborazione fra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il il Centre National de la Recherche Scientifique e Amsterdam con il National Institute for Subatomic di Parigi.

Cosa sono i neutrini

“I neutrini sono tra le particelle elementari più misteriose. Non hanno carica elettrica, quasi nessuna massa e interagiscono solo debolmente con la materia. Sono messaggeri cosmici che ci portano informazioni uniche sui meccanismi coinvolti nei fenomeni più energetici dell’universo e ci permettono di esplorare i confini più remoti del cosmo”, ha spiegato Rosa Coniglione, Vice-Portavoce di KM3NeT e ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell’INFN.

Perché sono così difficili da rilevare

Sebbene i neutrini siano la seconda particella più abbondante nell’Universo dopo i fotoni, la loro debole interazione con la materia li rende molto difficili da rilevare e richiede strumenti all’avanguardia. Il telescopio per neutrini KM3NeT è una gigantesca infrastruttura in acque profonde distribuita su due rilevatori ARCA e ORCA. Quando sarà operativo a tutti gli effetti, KM3NeT occuperà un volume di oltre un chilometro cubo. Questo strumento utilizza l’acqua di mare come mezzo di interazione per i neutrini. I suoi moduli ottici rilevano la luce Cherenkov, un bagliore bluastro che si genera durante la propagazione attraverso l’acqua delle particelle prodotte nelle interazioni dei neutrini.

Da dove arriva questo neutrino da record

Questo neutrino ad altissima energia potrebbe aver avuto origine da un potente acceleratore cosmico, oppure potrebbe essere la prima rilevazione di un neutrino cosmogenico. Tuttavia, sulla base di questo singolo neutrino è difficile trarre conclusioni sulla sua origine. Le osservazioni future si concentreranno sulla rilevazione di altri eventi di questo tipo per costruire un quadro più chiaro. L’espansione in corso di KM3NeT con unità di rilevazione aggiuntive e l’acquisizione di dati aggiornati miglioreranno la sua sensibilità e accresceranno la sua capacità di individuare le fonti di neutrini cosmici, rendendolo un importante contributore alla ricerca astronomica.

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