Una supernova circa 250 volte piu’ debole del solito, che conferma come le supernovae 1a siano una classe di eventi molto meno omogenea rispetto a quanto si pensava anche solo circa un decennio fa.

Una supernova, battezzata SN 2021fcg (localizzata dal cerchietto giallo nell’immagine), scoperta a 88 milioni di anni luce da noi nella galassia a spirale IC0512, grazie alla survey ZTF operata dal telescopio da 122 cm di Monte Palomar. E quale sarebbe la novita’? In fondo sarebbe una supernova in piu’ tra le migliaia gia’ scoperte.

Ebbene, si tratta della supernova piu’ debole mai scoperta.

Le immagini a sinistra e in centro mostrano la galassia SN 2021fcg rispettivamente durante e prima dell’esplosione (indicata dal cerchietto giallo), mentre nell’immagine destra abbiamo la differenza pixel per pixel della luminosita’ registrata.

Classificata come supernova 1a, SN 2021fcg presenta una magnitudine assoluta di -13.78, che se confrontata col valore di una supernova 1a standard dell’ordine di circa -19.5, ci dice che tale esplosione e’ stata circa 250 volte meno luminosa del solito, ma pur sempre 30 milioni di volte piu’ luminosa del nostro Sole!

Nell’immagine vedete un meraviglioso esempio di come oggi vengano scovati certi eventi tramite computer a seguito di una scansione completa del cielo. Le immagini a sinistra e in centro mostrano la galassia SN 2021fcg rispettivamente durante e prima dell’esplosione, mentre nell’immagine destra abbiamo la differenza pixel per pixel della luminosita’ registrata. Si nota bene come l’unica differenza apprezzabile sia proprio quella dovuta a SN 2021fcg, che in base al suo spettro e curva di luce e’ stata classificata come una supernova 1ax.

Qual e’ l’origine delle supernovae 1ax?

Una scoperta che conferma come le supernovae 1a, cosi’ importanti per la nostra comprensione dell’universo sotto molteplici aspetti, dall’evoluzione delle galassie alla cosmologia grazie al loro ruolo di candele standard, siano una classe di eventi molto meno omogenea rispetto a quanto si pensava anche solo circa un decennio fa, con diversi sistemi stellari all’origine delle varie sottoclassi di queste esplosioni. In particolare, il fatto che un evento cosi’ debole sia stato osservato pone spontanea una domanda circa cosa lo abbia causato, e pare che lo scenario piu’ probabile sia stata la fusione di due nane bianche (il nucleo lasciato da una stella di massa piccola/intermedia ormai morta, con una massa simile a quella del Sole concentrata in un volume simile a quello della Terra) in un sistema binario, una composta da carbonio e ossigeno e l’altra di ossigeno e neon.

Un’ipotesi che potrebbe tra l’altro iniziare trovare qualche conferma osservativa con le prossime missioni spaziali di rilevazione di onde gravitazionali, come LISA, dato che tale tipologia di segnale e’ esattamente cio’ che ci si aspetta dalla fusione di tali oggetti compatti in un sistema binario.

Fonti:

Karambelkar et al.; The Astrophysical Journal Letters,921:L6(8pp), 2021 November 1

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