Sarebbe imparentato con un patogeno umano associato alle infezioni da ferita e che solitamente vive nel suolo.
Scienziati cinesi hanno scoperto un nuovo ceppo di batterio che esiste solo all’interno della Stazione Spaziale Tiangong. È stato chiamato Niallia Tiangongensis: sarebbe imparentato con il patogeno umano Niallia circulans, associato alle infezioni delle ferite e che solitamente vive nel suolo. L’agenzia spaziale cinese ha avviato la costruzione della Stazione Spaziale Tiangong nel 2021, con il lancio del suo modulo principale. Tre taikonauti vengono inviati lì ogni quattro mesi per condurre esperimenti in orbita, tra cui la raccolta di campioni dall’interno della stazione spaziale, che hanno rivelato poi la presenza di questi batteri.
Cosa sappiamo su questi nuovi batteri

La presenza di batteri mutati non è una novità, nello spazio. Qualcosa di simile era stato osservato sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nel 2018, sono stati scoperti cinque ceppi correlati al patogeno Enterobacter bugandensis, e l’anno scorso ne sono stati osservati altri otto, che sembrano geneticamente distinti dalle loro controparti terrestri. A maggio 2023, i taikonauti Fei Junlong, Deng Qingming e Zhang Lu hanno raccolto tamponi da una cabina nell’ambito del programma CHAMP, il CSS Habitation Area Microbiome Programme. I nuovi risultati fanno parte appunto del CHAMP.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo batterio
Non è chiaro al momento se Niallia Tiangongensis si sia evoluta nello spazio dalla versione di N. circulans attraverso mutazioni specifiche o se alcune spore si siano trovate in un ambiente in cui tali mutazioni avrebbero potuto offrire loro un vantaggio. Ad esempio, la nuova specie può scomporre la gelatina, utilizzandola come fonte sia di azoto che di carbonio. Alcune mutazioni proteiche sembrano anche indicare un possibile miglioramento nella capacità di creare biofilm, che collegano e proteggono diversi microrganismi. Alcuni hanno anche una migliore risposta allo stress ossidativo e possono ripararsi più facilmente dai danni da radiazioni. Tutti questi sarebbero molto utili nello spazio per combattere la microgravità e i livelli di radiazioni elevati.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo originale su IFL Science.
