Gli scienziati pensano che gli asteroidi che hanno colpito la Terra in passato possano aver spinto materia terrestre nello spazio, che avrebbe potuto raggiungere Venere
Un team di scienziati guidati da Emma Guinan, ricercatrice presso la School of Earth and Space Exploration dell’Università dell’Arizona, pensa che gli asteroidi che hanno colpito la Terra in passato possano aver spinto cellule vegetali e organismi unicellulari nello spazio, che avrebbero potuto raggiungere Venere. Se fosse vero, quelle cellule potrebbero ancora esistere nell’atmosfera di Venere. Alcune potrebbero perfino essersi mescolate, punteggiando il mondo con le sostanze organiche che da tempo abbiamo ritenuto confinate solo nel nostro.
Il concetto di panspermia
Questo concetto si chiama “panspermia”, formalmente definito come il trasferimento della vita da una parte all’altra dell’universo e, sorprendentemente, non è una novità. Se ne parla da un bel po’ e alcuni scienziati credono addirittura che la vita sulla Terra possa essere arrivata proprio tramite questo meccanismo, originandosi da qualche altra parte nello spazio profondo prima di essere “portata” sul nostro pianeta. Se vi state chiedendo perché ci stiamo fissando su Venere con questa possibilità, è perché gli scienziati hanno scoperto prove di fosfina, un composto di fosforo e idrogeno, considerato un indicatore della vita per come la conosciamo.
C’è vita su Venere?
“Abbiamo scoperto che circa 1 miliardo di cellule ogni miliardo di anni vengono trasferite su Venere”, ha spiegato Guinan. Ciò significa che una media di una cellula all’anno probabilmente riesce a raggiungere dalla Terra il suo gemello planetario. Attenzione, però: “Non stiamo dicendo che tutte le cellule sono vitali. Non stiamo nemmeno dicendo che sopravvivono al trasferimento o che sopravvivono nell’atmosfera, ma che vengono trasferite”.

Come sottolinea Guinan, l’area nell’atmosfera di Venere in cui potrebbe esistere tale vita si trova in un intervallo compreso tra 45 e 60 chilometri sopra la superficie del pianeta. Uno strato di nubi che presenta una temperatura, una pressione atmosferica e altri fattori ambientali molto simili a quelli che stiamo sperimentando qui sulla superficie terrestre. Lo spazio, però, non è per i deboli: è pieno di radiazioni, micrometeoriti e chissà cos’altro. Un’analisi più approfondita agli infrarossi e spettroscopica dell’atmosfera di Venere potrebbe fornire alcune risposte a queste importanti domande.
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