L’incredibile legame tra il capolavoro di Christopher Nolan e la teoria del premio Nobel Richard Feynman. Ecco perché siamo già circondati da “viaggiatori invertiti”.

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Chi ha visto Tenet è rimasto folgorato dall’idea dei tornelli: macchinari capaci di invertire l’entropia di oggetti e persone, permettendo loro di muoversi a ritroso nel tempo. Sebbene sembri pura invenzione cinematografica, la trama si basa proprio su una delle idee più audaci della fisica.

Richard Feynman, premio Nobel 1965 (e uno dei geni più brillanti del Novecento) propose una teoria che a scoprirla oggi, rende i protagonisti di Nolan molto più reali di quanto pensassimo. Per Feynman, l’antimateria non è altro che materia comune che sta viaggiando dal futuro verso il passato.

Tenet: l'antimateria viene dal futuro? L'ipotesi del Nobel Feynman che ha ispirato il film
Cristopher Nolan assieme a John David Washington, protagonista del film Tenet. (Crediti: Warner Bros — Tenet- Behind The Scenes).

L’elettrone che torna indietro

​Il concetto nasce da una simmetria matematica profonda. Nelle equazioni che descrivono le particelle elementari, il tempo è una coordinata che può scorrere in entrambe le direzioni. Feynman notò che un elettrone (carica negativa) che si muove in avanti nel tempo è assolutamente indistinguibile da un positrone (sua antiparticella, carica positiva) che si muove all’indietro.

Questa potrebbe non essere una semplice coincidenza: significherebbe che il positrone, l’ingrediente base dell’antimateria, può anche essere interpretato come un elettrone “invertito” che ha deciso di riavvolgere il nastro della propria esistenza. Ogni volta che la fisica sperimenta con l’antimateria, starebbe quindi maneggiando detriti che arrivano da un istante che per noi non è ancora accaduto. Piano perchè se ve lo state chiedendo, non è ancora tutto.

Tenet: l'antimateria viene dal futuro? L'ipotesi del Nobel Feynman che ha ispirato il film
Richard Feynman nel 1959, poi Premio Nobel per la fisica 1965. (Crediti: Wikipedia)

L’ipotesi dell’Universo a un solo elettrone

Questa visione portò Feynman e il suo mentore, John Wheeler, a una conclusione ancora più estrema, nota come “Teoria dell’elettrone unico“: Wheeler ipotizzò che in tutto l’Universo non esistano miliardi di elettroni, ma uno solo. Questa singola particella passerebbe l’eternità a rimbalzare avanti e indietro tra l’inizio e la fine del tempo.

Quando la vediamo muoversi verso il futuro, la chiamiamo materia, quando rimbalza e torna verso il Big Bang, la chiamiamo antimateria. Come nei combattimenti “temporali” di Tenet, dove vediamo più versioni dello stesso personaggio agire contemporaneamente nello stesso luogo, l’intera struttura del nostro mondo sarebbe composta da un’unica particella che incrocia se stessa infinite volte, apparendo ai nostri occhi come una moltitudine infinita di atomi. E adesso arriveremo però dalla scienza impossibile, fino a quello che già facciamo oggi.

Usiamo già il “futuro” negli ospedali?

La parte più sconvolgente è che questa “fisica di Tenet” (chiamiamola così) non è confinata nei laboratori di ricerca: la usiamo quotidianamente negli ospedali per salvare vite. La PET (Tomografia a Emissione di Positroni) si basa proprio sull’emissione di antiparticelle all’interno del corpo umano. Quando il positrone incontra un elettrone, le due particelle si annichilano liberando energia.

Secondo la logica di Feynman, quello che stiamo osservando non è la distruzione di due particelle diverse, ma il momento in cui un elettrone cambia direzione nel tempo. La PET sarebbe a tutti gli effetti, un rilevatore di particelle che stanno tornando indietro dal domani. Che mal di testa.

Tenet: l'antimateria viene dal futuro? L'ipotesi del Nobel Feynman che ha ispirato il film
La PET (Tomografia a Emissione di Positroni) ospedaliera.
(Crediti: www.photoweddingsinitaly.com)

Perché non possiamo “invertirci” anche noi?

Se le particelle lo fanno continuamente, perché non possiamo usare un tornello alla Nolan per tornare a ieri? Il limite è (come sempre) l’entropia, il disordine dell’universo. Una singola particella è un sistema semplice che può invertire la rotta senza violare le leggi del cosmo. Un essere umano, invece, è composto da miliardi di trilioni di atomi legati tra loro da processi chimici irreversibili.

Invertire il tempo per un uomo significherebbe costringere ogni singola cellula a disfare ciò che ha appena fatto, una sfida energetica attualmente impossibile. Eppure, secondo Feynman, ogni volta che guardiamo l’antimateria, stiamo fissando il volto di un vero e proprio viaggiatore del tempo. Inquietante eh?

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