Alle 12:07 un terremoto di magnitudo 4.4 ha colpito i Campi Flegrei. Rappresenta uno dei più forti mai registrati, ecco cosa sta succedendo
Intorno alle 12:07 di oggi, un terremoto di magnitudo 4.4 ha colpito l’area dei Campi Flegrei. Dopo pochi minuti, alle 12:22, si è registrato un secondo forte sisma, con magnitudo 3.5. Secondo l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, entrambi gli eventi sismici hanno avuto epicentro nei pressi di Pozzuoli e sono stati piuttosto superficiali, con una profondità stimata di circa 3 km. Nelle ore precedenti, erano già stati registrati due eventi sismici minori, con magnitudo 2.1. Si tratta comunque dei fenomeni più alti mai registrati.
A cosa sono dovuti?
La lunga sequenza sismica sta anche fornendo agli esperti nuovi dati sui movimenti del terreno nei Campi Flegrei, un fenomeno ricorrente chiamato bradisismo. A metà degli anni ’80 ci fu un altro periodo di sollevamento del terreno e un’intensa attività sismica che alla fine si attenuò e portò a un lungo periodo di abbassamento del suolo. Nel 2003 è iniziato un nuovo sollevamento, tuttora in corso. Dal 2005 il suolo dei Campi Flegrei si è alzato di 1,15 metri (dato al 2023, ora incrementato ancora).
Sono due le ipotesi proposte per spiegare il bradisismo.
- Secondo la prima, il sistema idrotermale, che si trova tra i tre e i quattro chilometri sotto la superficie, si riscalda a causa della risalita di magma dal serbatoio posto a circa 8 chilometri di profondità. L’aumento di volume porterebbe a sua volta al sollevamento del suolo osservato;
- Nella seconda ipotesi, una colonna di gas caldi risale dal magma profondo e raggiunge il sistema idrotermale, riscaldandolo.

Cosa aspettarci nei Campi Flegrei
Nel 2017 Kilburn, insieme a De Natale e Stefano Carlino dell’INGV, ha applicato questo modello ai Campi Flegrei dimostrando che il sistema ha continuato ad accumulare stress fin dagli anni Cinquanta. In un lavoro più recente di Kilburn e collaboratori, l’analisi è stata aggiornata per mostrare che i Campi Flegrei sono già entrati nel regime anelastico. Ma il modello non è in grado di prevedere se il movimento del terreno continuerà al ritmo attuale, o se non continuerà affatto.
Per saperne di più:
- Consulta il sito dell’INGV
