Una nana bianca a 730 anni luce sta espellendo materia da mille anni, ma non ha il meccanismo per farlo. Gli astronomi hanno avanzato un’ipotesi, ma qualcosa ancora non torna.
C’è una stella morta a circa 730 anni luce da qui che sta facendo qualcosa di strano, anzi, di tecnicamente impossibile secondo quanto sapevamo fino ad ora. Si chiama RXJ0528+2838 ed è una nana bianca. Il Very Large Telescope in Cile che l’ha “fotografata”, si è trovato davanti ad un risultato assurdo: la stella è circondata da una scia luminosa spettacolare, un’onda d’urto fatta di idrogeno, azoto e ossigeno, sembra quasi un arcobaleno. Il problema? Quella scia lì non ci dovrebbe essere, o meglio, mancano tutti i pezzi per farla funzionare.
Un motore che gira senza benzina
Per creare un “bow shock” (così viene chiamata in gergo quell’onda a prua, tipo quella di una nave), una stella morta di solito ruba gas a una compagna vicina, questo gas forma poi un disco di accrescimento che ruota veloce, sparando via la materia. In questo caso RXJ0528 la compagna ce l’ha, ma il disco no. Eppure sta espellendo materia nello spazio da circa 1000 anni.
È un po’ come vedere una macchina che corre in autostrada senza avere benzina, o meglio ancora, senza motore. Simone Scaringi, uno degli astronomi che ha studiato il caso, l’ha definita “una sorpresa”, uno di quei rari momenti in cui davanti ai dati si fa silenzio o si urla solo “wow”.

La scorciatoia magnetica
Se il disco non c’è, cos’è che lancia la materia? Lo studio suggerisce che la colpa sia del magnetismo. Gli astronomi pensano che la stella abbia un campo magnetico così forte da fare da imbuto: cattura il gas della stella vicina e lo fionda via direttamente, facendogli saltare del tutto la fase del disco, potremmo definirla una specie di scorciatoia. Però c’è un intoppo… e qui arriva il dunque.
I calcoli dicono che il campo magnetico attuale potrebbe reggere questo processo solo per poco tempo, qualche secolo al massimo. Ma l’onda che vediamo è lì da un millennio, quindi? Come ammette il ricercatore Krystian Ilkiewicz, siamo davanti a un meccanismo che ancora non comprendiamo. Scaringi parla di un “motore misterioso” tutto ancora da decifrare.
Insomma, lassù c’è qualcosa che non torna, e ci vorranno ulteriori studi e osservazioni per capirci qualcosa. È l’ennesimo caso in cui l’universo, cerca di riscrivere quello che pensiamo di sapere, in attesa dei nuovi dati però, il mistero resta lì, a 730 anni luce da noi.
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