Le nuove simulazioni ibride indicano che l’interno di Urano e Nettuno potrebbe essere molto più roccioso (o più ricco di ghiaccio) di quanto creduto finora.

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Il Sistema Solare viene comunemente diviso in base alla composizione planetaria: quattro pianeti rocciosi terrestri (Mercurio, Venere, Terra e Marte), due enormi giganti gassosi (Giove e Saturno) e una coppia di giganti ghiacciati (Urano e Nettuno). Tuttavia, una nuova ricerca dell’Università di Zurigo suggerisce che Urano e Nettuno potrebbero contenere molta più roccia di quanto precedentemente ipotizzato. Lo studio non sostiene che questi pianeti debbano essere ricchi di acqua o di roccia. Piuttosto, mette in discussione l’idea secondo la quale un interno ricco di ghiaccio sia l’unica conclusione supportata dai dati disponibili. Questa interpretazione, fra l’altro, è anche in linea con il fatto che Plutone, un pianeta nano, sia fatto in gran parte di roccia.

Cosa hanno scoperto gli scienziati

Illustrazione artistica che mostra la struttura interna di un gigante ghiacciato, a sinistra, e di un gigante roccioso, a destra. Crediti: Keck Institute for Space Studies/Chuck Carter.

Per capire meglio cosa si nasconde all’interno di Urano e Nettuno, i ricercatori hanno effettuato una sofisticata simulazione. Hanno iniziato con un profilo di densità dell’interno di ciascun pianeta. Il team ha poi determinato il campo gravitazionale che corrisponderebbe alle misurazioni osservative e utilizzato queste informazioni per dedurne la possibile composizione. Utilizzando questo approccio, i ricercatori hanno scoperto che la composizione interna dei cosiddetti “giganti di ghiaccio” del Sistema Solare non si limita al ghiaccio.

Le conclusioni degli scienziati

I risultati dello studio mostrano che entrambi i pianeti potrebbero essere dominati da strati ricchi di acqua o da una struttura molto più rocciosa. La ricerca ci offre anche nuove informazioni sui misteriosi campi magnetici di Urano e Nettuno. Il campo magnetico terrestre presenta due poli ben definiti, ma i campi di questi pianeti lontani sono più irregolari e includono poli multipli. Non c’è dubbio che solo future missioni spaziali dedicate a questi due pianeti potranno rivelarci di più sulla loro vera natura.

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