Un nuovo studio appena accettato per la pubblicazione sulla prestigiosa “Astronomy&Astrophysics” sembrerebbe smentire i precedenti risultati in merito alla presenza di fosfina su Venere

Fosfina: facciamo un riassunto

Il 14 Settembre 2020 sono state presentate osservazioni da parte di
ALMA (Atacama Large Millimeter Array) dell’atmosfera di Venere a 267 GHz che mostravano l’apparente presenza di fosfina (PH3) nella sua atmosfera in ∼20 parti per miliardo. Fu una sorpresa enorme! Infatti la fosfina non ha percorsi di produzione facilmente spiegabili sulla superficie del pianeta o nella sua atmosfera a questo livello. Per questo motivo la fosfina fu interpretata come un potenziale indicatore di attività biologica, una biofirma, facendo ipotizzare la possibile presenza di microbi venusiani sospesi nell’atmosfera. Non a caso si iniziato a parlare addirittura di
una missione in mongolfiera per cercare in loco queste forme di vita, che potrebbe già essere lanciata nel 2022-2023!

Fosfina
Fosfina tra le nubi di Venere

Nuovi studi e nuovi risultati: “Non è tutta fosfina quella che luccica”

Però, c’è un però… nel frattempo, nuove ricerche nell’infrarosso hanno
fornito un limite massimo sull’abbondanza di fosfina, inferiore a 5 parti per miliardo, giungendo in conflitto con i sorprendenti risultati presentati il 14 Settembre. Insomma, la fosfina scoperta su Venere potrebbe non essere presente in quantità tali da permettere di speculare sulla possibile
presenza di vita nell’atmosfera del pianeta. Questo ha spinto un nuovissimo studio, appena accettato per la pubblicazione, e presentato in anteprima per voi lettori di Passione Astronomia, a valutare l’affidabilità statistica del rilevamento della linea di fosfina del primo studio di metà Settembre, mediante una rianalisi indipendente dei dati ALMA. Nello studio si è proceduto prima ad una calibrazione dei dati grezzi di ALMA, poi sono state ripetute le analisi degli stessi con le medesime procedure dei dati pubblicati il 14 settembre ed infine è stata applicata una metodica differente. Ebbene i risultati ottenuti non sono dei più confortanti per chi sperava in dei “vicini di casa” fra le nubi di Venere. Questo studio infatti pare confermare quanto detto in precedenza, ovvero “che le osservazioni di ALMA a 267 GHz, presentate da GR20, non forniscono prove statistiche per la fosfina all’interno dell’atmosfera di Venere” scrivono gli autori, sottolineando come, nella fase di analisi dei dati, le tecniche impiegate abbiano generato una sovrastima della fosfina, complice il rumore di fondo, che sembrerebbe aver contribuito a ciò.

Venere
Venere. Credit: Jasiek Krzysztofiak/Natura
Tutto finisce?

Ovviamente no! Se c’è una cosa che la Scienza ci ha insegnato nel corso degli anni è che non bisogna mai dare nulla per scontato. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che ci sono i dati raccolti dalla sonda BepiColombo, diretta a Mercurio, che durante il suo sorvolo di Venere ha avuto la possibilità di analizzarne e studiarne l’atmosfera. Attendiamo perciò e speriamo, ma se anche tutto ciò dovesse essere confermato nulla è andato perduto, anzi un altro importante passo è stato compiuto nella lunga ed emozionante corsa del progresso scientifico… della conoscenza.

Riferimenti:

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