La sonda BepiColombo diretta a Mercurio tenterà il 15 ottobre, durante il flyby, di rilevare la fosfina su Venere

BepiColombo
BepiColombo e Mercurio. Credit: ESA

Vi abbiamo già raccontato della missione BepiColombo con destinazione Mercurio, quello però che nessuno si aspettava è che a questa sonda, dal nome tanto simpatico quanto emblematico, spettasse anche l’oneroso compito di confermare, e non solo, la strabiliante scoperta di fosfina fra le nubi del pianeta Venere. Ebbene sì, in occasione del flyby intorno al pianeta “Lucifero” il 15 ottobre, la sonda aprirà “gli occhi” dello spettrometro METRIS (MERCURY RADIOMETER AND THERMAL IMMAGING SPECTOMETER) quando sarà a circa 10.000 Km dalle nubi del pianeta per cercare di scovare la tanto celebre molecola.

Venere
Venere e le sue nubi

Cos’è METRIS?

Lo strumento Metris è uno spettrometro a bordo della sonda BepiColombo capace di operare in due differenti canali (7-14 e 7-40 micron) e perciò capace di rilevare, se pur con delle limitazioni, la presenza di fosfina dato che alcune delle sue righe ricadono intorno ai 10 micron. Quando sarà in prossimità delle nubi venusiane a circa 10.000 Km, lo strumento comincerà a funzionare raccogliendo informazioni circa l’atmosfera di Venere e non solo, verrà anche analizzato l’ambiente circumplanetario che comprende gli strati dell’atmosfera più esterni: esosfera e ionosfera.

Quante probabilità ci sono di riuscire a trovare fosfina?

Le probabilità di riuscita, secondo i più recenti calcoli, sono davvero al limite ma non impossibili. Tra i principali problemi da considerare, di certo c’è il rischio che la fosfina si trovi in concentrazioni troppo basse per essere rilevate dalla sensibilità degli strumenti a bordo della sonda, ma, ovviamente, questo non ha di certo scoraggiato gli scienziati che sperano (e incrociamo le dita anche noi) di riuscire in un impresa dai risvolti significativi ed emozionanti.

Perché tanta emozione?

Quest’ultima domanda è delle più retoriche che ci siano.

In primis, se la missione dovesse riuscire a rilevare la presenza della fosfina, ci sarebbe un’ulteriore conferma della sua presenza sul pianeta, rafforzando così i risultati pubblicati a settembre ed ottenuti da ALMA, ma non finisce qui! Grazie ai dati raccolti potremmo anche comprenderne meglio la densità e capire la sua distribuzione nell’atmosfera del pianeta. In altre parole aggiungeremmo uno straordinario tassello all’enigmatico ed intricato mosaico che è il pianeta Venere.

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