Artemis II è un sorvolo, ma il piano della NASA prevede una base sulla Luna permanente. Quello che sappiamo sugli effetti fisici di mesi sulla superficie lunare viene quasi tutto da astronauti in orbita bassa, un ambiente completamente diverso

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La Luna ha una gravità pari a un sesto di quella terrestre. Sappiamo già cosa fa la microgravità al corpo umano perché lo studiamo da decenni sulla Stazione Spaziale Internazionale: perdita di massa ossea, atrofia muscolare, ridistribuzione dei fluidi verso la testa e addirittura indebolimento cardiovascolare. Ma la microgravità dell’orbita bassa e la gravità parziale della superficie lunare sono due cose diverse, e quasi nessun dato biologico esiste sulla seconda. Gli astronauti dell’Apollo trascorsero pochissimo tempo sulla Luna. Non è comunque abbastanza per capire cosa succede a un organismo che ci vive per settimane o mesi.

Una base permanente

La NASA vuole costruire una base permanente al polo sud lunare con un investimento dichiarato di circa 20 miliardi di dollari. Questo significa corpi umani esposti per lungo tempo a condizioni totalmente diverse da quelle sul pianeta Terra. Ogni sistema fisiologico e non, risponde a vari fattori in modo interconnesso, quindi un piccolo cedimento in uno produce effetti sugli altri.

Vivere sulla Luna farà cose al corpo umano che non abbiamo ancora misurato
Il pianeta Terra visto dalla Luna, in una fotografia scattata da Artemis II il 6 aprile 2026.

Quello che non possiamo prevedere ancora

Il problema più insidioso è che molti effetti da esposizione prolungata si sviluppano lentamente. Un astronauta può sentirsi bene mentre danni all’endotelio vascolare o al sistema nervoso centrale si accumulano sotto la superficie, per manifestarsi poi mesi o anni dopo il suo rientro. Questa è la ragione per cui la NASA ha costruito un programma di monitoraggio fisiologico continuo attorno all’intera missione Artemis, con sensori indossabili e analisi dei dati in tempo reale. Artemis II porta in orbita profonda anche AVATAR, un sistema di chip che mimano il comportamento di organi umani esposti alle radiazioni, il primo test di questo tipo oltre la Van Allen Belt. Quello che raccoglierà saranno tutti dati fondamentali che non abbiamo mai potuto ottenere prima.

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