Gli scienziati hanno monitorato diversi supervulcani che potrebbero causare danni estesi o addirittura apocalittici. Eccone sei.
Secondo gli scienziati, il vulcano Mount Spurr, in Alaska, sarebbe prossimo all’eruzione. Il vulcano, infatti, sta rilasciando livelli insoliti di gas vicino alla sua cima e da una bocca laterale che ha eruttato l’ultima volta nel 1992. Un’eruzione causerebbe disagi al traffico aereo e ricaduta di cenere su tutti gli States. Sebbene il Monte Spurr non significhi la fine del mondo, altri vulcani in tutto il mondo hanno tutte le carte in regola per causare danni catastrofici. Inoltre, il cambiamento climatico potrebbe aumentare il rischio di eruzioni vulcaniche poiché l’enorme peso dei ghiacciai e delle calotte glaciali può letteralmente comprimerli. Quando il ghiaccio si ritira, la pressione verso il basso sulla sottile crosta esterna del pianeta e sul mantello si attenua, fa sì che i vulcani producano più magma e ne alterino il movimento, influenzando le eruzioni.
1. I vulcani dei Campi Flegrei

Al primo posto di questa inquietante classifica sui vulcani pericolosi troviamo Campi Flegrei. Situati vicino Napoli, i Campi Flegrei non sono un singolo vulcano, ma un sistema vulcanico con 24 crateri. Se dovesse eruttare, potrebbe ricoprire Napoli e le aree circostanti di cenere, innescare terremoti e frane in tutto il sud Italia, oltre a causare un diffuso inquinamento atmosferico e piogge acide. La più grande eruzione dei Campi Flegrei si è verificata 36.000 anni fa e ha riversato cenere in tutta la regione del Mediterraneo, generando un rigido inverno vulcanico nell’Europa orientale, con temperature scese fino a 9 °C.
2. Vesuvio
Sempre in Italia e famoso per aver distrutto Pompei ed Ercolano nel 79 d.C., il Vesuvio causerebbe danni molto maggiori se eruttasse di nuovo oggi. Dato il suo potenziale, il Vesuvio potrebbe mettere in pericolo oltre 3 milioni di persone e spazzare via la città di Napoli. La prossima eruzione del Vesuvio sarà probabilmente un’esplosione incredibilmente potente, caratterizzata da schegge di roccia e cenere a velocità fino a quasi 160 chilometri orari. Per fortuna gli scienziati affermano che probabilmente il Vesuvio non subirà altre grandi eruzioni prima di qualche centinaio di anni.
3. Cumbre Vieja (Canarie)
Quando il Cumbre Vieja eruttò l’ultima volta nel 2021, la lava fuoriuscì dalla dorsale vulcanica e si riversò in mare, sommergendo oltre 3000 abitazioni. Gli scienziati avevano avvertito che una grande eruzione del Cumbre Vieja avrebbe potuto causare il crollo dell’intero fianco occidentale del vulcano in mare, creando un mega-tsunami con onde alte centinaia di metri. Tuttavia, studi successivi hanno significativamente minimizzato il rischio di una tale catastrofe. Gli scienziati affermano che la “probabilità annuale” di un’eruzione di grandi dimensioni è bassa, ma è opportuno comunque prepararsi, dati i danni potenzialmente catastrofici.
4. Monte Sant’Elena (Washington, Usa)
L’eruzione di questo vulcano nel 1980 causò 57 morti e la più grande frana mai registrata nella storia. Inoltre, il magma pressurizzato eruttò e la colonna di cenere raggiunse l’imponente altezza di 24 km, prima di ricoprire la regione circostante. Tutto ciò che si trovava entro un’area di circa 600 chilometri quadrati fu distrutto e richiese un ampio intervento di recupero. Nei decenni successivi all’eruzione, il Monte Sant’Elena ha offerto agli scienziati un’opportunità senza precedenti di assistere agli intricati passaggi attraverso i quali la vita si riappropria di un paesaggio devastato.
5. Popocatepetl (Messico)
Il Popocatépetl, terzo vulcano attivo più alto dell’emisfero settentrionale, si trova a ovest di Città del Messico, la cui area metropolitana conta circa 22 milioni di abitanti, e a soli 48 chilometri a est di Puebla, una città di circa sei milioni di abitanti. Una grande eruzione potrebbe causare una nube di cenere delle dimensioni di una città, spessa 20 centimetri, che si abbatterebbe sugli edifici di Città del Messico e intaserebbe le condotte fognarie, avvelenando le sue riserve idriche e interrompendo la trasmissione di energia elettrica tramite cortocircuiti. Dopo un periodo di inattività di 80 anni, il Popocatépetl ha registrato un’attività sismica ricorrente per anni, con 13 eruzioni verificatesi solo a febbraio 2024.
6. Supervulcano di Yellowstone
Se il supervulcano di Yellowstone dovesse eruttare di nuovo, i suoi effetti sarebbero globali. Gli Stati Uniti potrebbero essere colpiti da una miscela di blocchi di lava, pomice, cenere e gas vulcanico. Gran parte del mondo potrebbe essere ricoperta da cenere vulcanica in caduta e l’eruzione potrebbe perfino bloccare la luce solare e abbassare le temperature per anni. Nonostante ciò, gli scienziati hanno spiegato che è improbabile che il supervulcano di Yellowstone erutti in tempi brevi.
Per saperne di più:
- Consulta il sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
