Il Pino Bristlecone conserva la memoria del cosmo meglio di qualsiasi database digitale, un albero speciale vediamo perché
All’interno degli anelli di crescita dell’albero Pino Bristlecone, i ricercatori hanno individuato tracce di carbonio-14 (^14C) generate da fenomeni cosmici millenari. Quando si verifica l’esplosione di una supernova o il Sole scaglia una tempesta solare estrema (nota come Evento di Miyake), i raggi cosmici interagiscono con l’atmosfera terrestre producendo picchi di carbonio radioattivo. Il pino assorbe questo carbonio e lo fissa nei suoi tessuti; analizzando un Bristlecone, è quindi possibile datare con estrema precisione eventi astronomici avvenuti epoche prima dell’invenzione della scrittura.

Sopravvivere dove l’aria è sottile
Questi alberi crescono a quote altissime: oltre i 3.000 metri, dove l’aria è rarefatta, il suolo è quasi privo di nutrienti e le radiazioni UV sono violentissime. Cionondimeno, il Bristlecone, non cerca la competizione con gli altri alberi; anzi si è ritirato in un habitat estremo dove la vita è quasi impossibile per chiunque altro. Crescendo con estrema lentezza, meno di un millimetro all’anno, questo pino evolve radicalmente rinunciando alla rapidità per raggiungere la longevità assoluta; questo dimostra come la vera forza non sta nel vincere sugli altri (competizione), ma nel rendere se stessi capaci di abitare spazi che altri considerano impossibili.
Il legno galattico

A causa delle condizioni estreme, il legno del Bristlecone diventa densissimo e resinoso, quasi immune ai parassiti e funghi. Per questo, quando una parte dell’albero muore, non marcisce: viene levigata dal vento e dai cristalli di ghiaccio, assumendo forme contorte e lucenti che ricordano figure galattiche. Spesso questi pini restano in vita grazie a una sola, sottile striscia di corteccia, mentre il resto del tronco rimane nudo. Quindi, noi guardiamo le stelle per studiare il passato, invece questo albero quel passato lo porta scritto già dentro di sé.
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