Il nome Aldebaran è arabo e significa “il seguace” perché sembra seguire l’ammasso stellare di Iadi. Analizziamola con annessa guida per individuarla

Aldebaran è la stella più brillante della costellazione del Toro ed è conosciuta come “Occhio del Toro”. Il nome “Aldebaran” è arabo, che significa “Il seguace” perché sembra seguire l’ammasso stellare delle Iadi che forma la testa del Toro. La stella è una gigante arancione di classe spettrale K5 III ed è leggermente più massiccia del nostro Sole. Ha una massa di 1,7 masse solari e i forti venti stellari stanno “dissanguando” la sua massa. La stella è più vecchia del Sole e si prepara a fondere il suo nucleo leggero in elementi più pesanti, cosa comune tra questo tipo di stelle. Possiede una temperatura superficiale di circa 3.738 °C ed è rossa, simile a Marte, che occasionalmente le passa vicino nel cielo notturno.

Aldebaran
Aldebaran e le Iadi. Credit: Jose Mtanous (APOD 22 Gennaio 2020)

Conosciuta fin dall’antichità

Poiché la luminosità della stella è ben compresa, a volte viene utilizzata per l’astronomia comparativa. Nel 2006, ad esempio, la sonda Cassini ha guardato Aldebaran attraverso gli anelli di Saturno per saperne di più sulle concentrazioni di particelle anulari. La stella è stata notata e nominata nell’astronomia cinese, romana e indù. Il Toro è una delle costellazioni più antiche documentate. Le sue origini, intese come osservazioni, risalgono almeno all’età del bronzo. A 65 anni luce di distanza, la stella è praticamente “vicina” alla Terra. La sua magnitudine apparente è di circa 0,85, il che la rende la quattordicesima stella più luminosa nel cielo notturno. In dettaglio per individuarla (segue foto):

  • Ascensione retta : 04 ore 35 minuti 55,2 secondi
  • Declinazione : +16 gradi 30 minuti 33 secondi
Aldebaran
La posizione di Aldebaran. Credit: Stellarium

Occultazioni frequenti

La stella è spesso coperta (o occultata) dalla Luna, poiché si trova vicino al percorso dell‘eclittica (percorso del Sole, della luna e dei pianeti nel cielo). Proprio per le non rare occultazioni, è relativamente facile farsi un’idea approssimativa delle dimensioni della stella stimando il tempo in cui è coperta e osservandola in luoghi diversi. I calcoli mostrano che è circa 44 volte la dimensione del Sole. Aldebaran, vista dalla Terra, sembra far parte dell’ammasso sellare delle Iadi: in realtà le misurazioni moderne mostrano che si trova in una regione dello spazio completamente diversa.

Aldebaran tra gli anelli di Saturno
Aldebaran tra gli anelli di Saturno. Tutto ripreso dalla sonda Cassini. Credit: NASA
Aldebaran come guida

Gli astronomi usano occasionalmente stelle luminose come punti guida per aumentare la loro comprensione di altri oggetti. Un esempio è avvenuto durante la missione Cassini nel 2006, quando la sonda ha scattato una serie di immagini di Aldebaran dietro gli anelli di Saturno. “Questo tipo di osservazione è noto come occultazione stellare e si utilizza con una stella la cui luminosità è ben nota“, ha dichiarato la NASA all’epoca. “Mentre Cassini guarda gli anelli passare davanti, la luce della stella fluttua, fornendo informazioni sulle concentrazioni delle particelle dell’anello all’interno e delle varie caratteristiche radiali“. Un altro progetto ha utilizzato Aldebaran per mappare la Luna . “Le registrazioni delle videocamere domestiche accuratamente sincronizzate da diverse posizioni possono essere utilizzate per migliorare le mappe dell’altezza del terreno lunare in questi punti di occultazione“, ha dichiarato il sito web Astronomy Picture of the Day (APOD) della NASA nel 1997.

Riferimenti:

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