Continua il nostro percorso dedicato all’astrofotografia. E’il momento della composizione fotografica

Di Stefano Maraggi

Quando osserviamo una fotografia proviamo irrimediabilmente emozioni, ma di che tipo? Può piacerci oppure no, possiamo trovarla interessante, mediocre oppure banale. La prima cosa che notiamo è il soggetto, è scontato, ma non è l’unica vera essenza di uno scatto. C’è un qualcosa che accende l’immagine e che la rende viva, che risalta il soggetto, che gli dà l’importanza che merita e che spesso addirittura lo completa. E quel qualcosa, talvolta sottovalutato, è la composizione. Un insieme di idee, scelte, visioni che una volta messe in pratica danno modo di esprimere la nostra creatività e finalmente ‘fare click’, ma stavolta trasmettendo al meglio le sensazioni che proviamo attraverso il messaggio che vogliamo.

Immergiamoci nel mondo della composizione

Nella fotografia al cielo stellato riflettere sulla composizione è ancor più essenziale. Siamo in genere immersi nell’oscurità e abbiamo imparato come una sola immagine necessiti di diversi secondi di esposizione, la pazienza è oramai una nostra virtù. Non esistono scatti rubati, ma riflessioni e pensieri, al cospetto della fioca luce di migliaia di stelle. L’aspetto principale di uno scatto notturno è proprio la conseguenza di tutto questo: comunicare quando non si vede, comunicare nel buio attraverso una luce che ha viaggiato instancabilmente nel cosmo per decenni, ed è finalmente giunta a noi.

Stefano Maraggi

Siamo pronti per scattare ed il cielo è limpido. Un’importante riflessione è legata al fatto che gli astri hanno tutta la maestosità per essere dei fieri protagonisti, ma sanno anche essere uno straordinario complemento per donare il tocco in più ad un bellissimo paesaggio. Potremo quindi dare ampio spazio al cielo stellato, oppure ritagliare per lui un terzo di immagine, e valorizzare così ciò che sta davanti a noi. Ed infine perché no, potremo anche dare spazio in egual modo ad entrambe le aree, anche se non è la scelta classica, talvolta può essere interessante.

Non mi dilungherò troppo nello spiegare le classiche regole compositive di uno scatto, ma è importante ricordare come l’astrofotografia di cui trattiamo sia comunque una fotografia di paesaggio, pertanto prendere spunto da tutte le classiche nozioni compositive è un buon punto di partenza.

  • Cielo protagonista: è la situazione probabilmente più frequente, specialmente se abbiamo la fortuna di avere la Via Lattea a nostra disposizione. In questa tipologia di scatti dobbiamo far sì che l’occhio dell’osservatore non solo sia colpito da un favoloso tappeto di stelle, ma che sia anche aiutato ed indirizzato verso di esso. Riserviamo quindi al cielo circa 2/3 del fotogramma, ed utilizziamo il terzo restante per inserire elementi rafforzativi, come ad esempio uno specchio d’acqua, un alberello, una costruzione e perché no anche qualcosa di luminoso, come un borgo. Ci viene in aiuto la possibilità di sfruttare elementi paesaggistici in modo che agiscano da linee guida per lo sguardo. Possiamo servirci di strade, sentieri, fiumi, alberi ecc. Le possibilità sono molteplici, liberiamo la fantasia!
Stefano Maraggi
  • Cielo come complemento: questa è la tipica situazione fotografica che prevede un soggetto molto “forte”, in grado di essere interessante anche da solo, ma che grazie al cielo stellato viene ulteriormente esaltato. È un classico da applicare nel periodo invernale, o quando Luna/inquinamento luminoso infastidiscono troppo la Via Lattea per poterla mostrare in maniera soddisfacente. Componiamo così un’immagine prevalentemente incentrata sul nostro soggetto per circa 2/3 dell’immagine, riservando 1/3 per il cielo. Una situazione ricorrente può essere un borgo illuminato oppure una cittadella, ma anche grossi elementi naturali come distese rigogliose, laghi o cime montuose
Stefano Maraggi
  • Cielo co-protagonista: come anticipato è una situazione meno diffusa, ma in certi contesti assolutamente valida e da adottare, principalmente quando sia cielo che paesaggio abbiano elementi importanti che fungano da soggetto. Un classico può essere la Luna, che sa rappresentare un bellissimo soggetto, ma anche completare una composizione in maniera fantastica. Allo stesso modo una foto all’arco galattico oppure la costellazione di Orione, fida compagna delle fredde nottate invernali.
Stefano Maraggi
  • Composizioni alternative: in questa categoria rientrano tutti gli scatti che decidiamo di comporre volutamente in maniera “anomala”. Talvolta, scegliamo infatti di infrangere le classiche regole compositive, forti di situazioni ed ambienti particolari. Un esempio è un cielo che presenta nuvolosità sparse, che in alcuni casi impareremo ad utilizzare come strumento per comporre, invece che desistere. Può sembrare un punto banale ma non lo è!

In conclusione

Queste sono solo alcune delle situazioni possibili, fotografando abbiamo imparato come anche solo spostarsi di pochi metri o cambiare ottica, porti spesso a creare fotografie completamente diverse. Prendiamo queste dritte come un punto di partenza e cerchiamo di evolverci di volta in volta, dato che la creatività va sempre incoraggiata e mai trattenuta. In fondo si dice che le regole siano fatte anche per essere infrante! 

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