Missione Twilight, il Falcon 9 di SpaceX lancia Pandora della NASA e illumina i cieli italiani. Cosa c’è da sapere

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L’11 gennaio 2026 SpaceX ha portato a termine con successo la missione Twilight (Pandora & Others), lanciata alle 13:44:50 UTC dalla Vandenberg Space Force Base in California. Il vettore utilizzato è stato un Falcon 9 Block 5, configurato per un lancio rideshare verso un’orbita polare Eliosincrona (SSO), particolarmente richiesta per missioni di osservazione e ricerca scientifica.

Falcon 9 in decollo dalla Vandenberg Space Force Base Il razzo Falcon 9 di SpaceX lascia la rampa SLC-4E portando in orbita la missione Twilight con il satellite Pandora e altri payload. Credito: Nasaspaceflight
Falcon 9 in decollo dalla Vandenberg Space Force Base
Il razzo Falcon 9 di SpaceX lascia la rampa SLC-4E portando in orbita la missione Twilight con il satellite Pandora e altri payload. Credito: Nasaspaceflight

Il carico principale della missione è Pandora, un satellite della NASA sviluppato da Blue Canyon Technologies. L’obiettivo scientifico è ambizioso: studiare le atmosfere di esopianeti osservando le variazioni di luce delle stelle durante i transiti planetari. I dati raccolti permetteranno di distinguere con maggiore precisione gli effetti delle atmosfere stellari da quelli dei pianeti, migliorando l’interpretazione delle osservazioni future, anche in vista delle missioni di nuova generazione dedicate alla ricerca di mondi potenzialmente abitabili.

Pandora, il satellite NASA per lo studio degli esopianeti Immagine del satellite Pandora, progettato per analizzare le atmosfere di esopianeti osservando variazioni di luce durante i transiti. Credito: NASA
Pandora, il satellite NASA per lo studio degli esopianeti
Immagine del satellite Pandora, progettato per analizzare le atmosfere di esopianeti osservando variazioni di luce durante i transiti. Credito: NASA

Accanto a Pandora, il Falcon 9 ha trasportato 39 satelliti secondari, appartenenti a università, startup e istituzioni di ricerca. È l’ennesima dimostrazione dell’efficacia del modello rideshare di SpaceX, che consente a piccoli operatori di accedere allo spazio riducendo drasticamente costi e tempi di attesa.

Come ormai consuetudine, la missione si è conclusa con il recupero del primo stadio, il booster B1097, atterrato con successo su una piattaforma oceanica. Il riutilizzo resta uno dei pilastri della strategia SpaceX, con ricadute dirette sull’economia dei lanci e sulla sostenibilità delle operazioni orbitali.

Un fenomeno nei cieli italiani

Nella sera del lancio, intorno alle 17:30, numerosi osservatori lungo la costa tirrenica meridionale hanno segnalato un curioso fenomeno luminoso nel cielo, ripreso anche in un video che accompagna questo articolo. Le immagini mostrano una struttura allungata e diffusa, in lento movimento orizzontale, priva delle tipiche frammentazioni rapide associate ai meteoriti.

Video, ripreso intorno alle 17:30 italiane dell’11/1/2026 nei cieli della costa tirrenica meridionale italiana. Credit: Umberto Coticelli

L’analisi visiva del filmato suggerisce che il fenomeno sia compatibile con il rientro atmosferico di un fairing aerodinamico del Falcon 9. Questi elementi, costruiti in materiali compositi, durante il rientro non si disintegrano immediatamente ma generano nubi luminose irregolari, spesso visibili su grandi distanze, soprattutto in condizioni di illuminazione crepuscolare. Un evento spettacolare, dunque, ma perfettamente spiegabile nel contesto delle attività spaziali contemporanee.