Nel suo laboratorio, il fisico sperimentale Francesco Barontini ha raffreddato 24.000 atomi di rubidio a un miliardesimo di grado sopra lo zero assoluto, intrappolandoli in un mini-universo quantistico. Poi li ha osservati, e il tempo è emerso da solo, senza bisogno di un orologio esterno. È la prima volta che qualcuno lo vede accadere.

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Francesco Barontini, fisico sperimentale, ha fatto una cosa che sembra uscita da un film di fantascienza e che solo a raccontarla sembra impossibile. Ha costruito un “mini-universo” nel suo laboratorio, raffreddando circa 24.000 atomi di rubidio a temperature vicine allo zero assoluto, fino a formare un condensato di Bose-Einstein. Poi li ha isolati dall’ambiente esterno, in modo che all’interno di quel sistema non ci fosse nulla che potesse fare da orologio (e quindi il discorso del tempo).

Emerge da solo

Secondo la relatività generale di Einstein e la meccanica quantistica, il tempo potrebbe essere una proprietà che emerge dall’interno dei sistemi fisici, e qualcosa di esterno che scorre indipendentemente. Barontini ha osservato che, all’interno del suo mini-universo, il tempo cominciava a scorrere e a cambiare da solo, in modo coerente con la teoria dell’emergenza temporale. L’esperimento, pubblicato su Physical Review X, ha dimostrato che il tempo è un fenomeno che può nascere spontaneamente dalle interazioni quantistiche, senza bisogno di un orologio esterno.

Barontini: il fisico che ha costruito un mini-universo per capire se il tempo esiste
Il fisico Francesco Barontini. (Crediti: University of Birmingham)

Cosa significa tutto questo?

L’esperimento dimostra che il tempo potrebbe essere una proprietà della materia, una dimensione assoluta. È un passo avanti nella comprensione di una delle domande più antiche della fisica, e cioè cosa sia realmente il tempo. E dimostra inoltre che, a volte per capire l’universo bisogna addirittura costruirne uno proprio in un laboratorio.

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