Porphyrion, i getti radio più grandi mai osservati, si estendono per 23 milioni di anni luce nello spazio: un viaggio tra i giganti cosmici che sfidano la nostra comprensione dell’universo.

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Al centro di questa storia c’è Porphyrion, individuato per la prima volta nel 2024 grazie ai segnali radio emessi da una coppia di getti sparati da un buco nero al centro di una galassia lontana 7,5 miliardi di anni luce da noi. Il nome, che richiama un re dei giganti della mitologia greca, si addice perfettamente all’oggetto: i suoi getti si estendono per circa 23 milioni di anni luce, l’equivalente di 140 Vie Lattee allineate una dietro l’altra. Secondo l’astronomo Martijn Oei questa scoperta dimostra quanto siano collegati i fenomeni su piccola e su grande scala nel cosmo: un singolo buco nero riesce a generare una struttura paragonabile per dimensioni ai filamenti e ai vuoti cosmici nell’universo.

Un record superato di recente

Al momento della sua scoperta, Porphyrion deteneva il primato di struttura di origine galattica più estesa mai osservata, superando un’altra formazione individuata dallo stesso team di ricerca: Alcyoneus, che si trova a circa 3 miliardi di anni luce da noi e raggiunge una lunghezza di 16,3 milioni di anni luce. Più recentemente, un’altra galassia radio, TXS 0033+252, ha scalzato Porphyrion dal podio con un’estensione di 26 milioni di anni luce. Entrambe le scoperte precedenti sono state possibili grazie ai dati raccolti da LOFAR, una rete di circa 20.000 antenne radio distribuite in 52 siti in tutta Europa.

Un mistero ancora da risolvere

Queste enormi strutture pongono agli scienziati diversi interrogativi. Per generare getti di tali dimensioni, il buco nero centrale deve essere alimentato in modo continuo per circa un miliardo di anni, un comportamento tutt’altro che comune. Inoltre, più un getto si allunga, più diventa instabile: come questi flussi di plasma siano riusciti a mantenersi coerenti per distanze del genere rimane ancora poco chiaro.

Il ruolo nella rete cosmica dell’universo

I ricercatori ipotizzano che questi giganteschi getti possano contribuire a modellare la c.d. rete cosmica, la struttura filamentosa di materia oscura che organizza galassie e ammassi nell’universo. La lunghezza dei getti di Porphyrion corrisponde infatti a circa il 66% del raggio del vuoto cosmico in cui la galassia si trovava all’epoca osservata, suggerendo un possibile legame con le temperature insolitamente elevate e i campi magnetici rilevati in questi vuoti.

galassie nell'universo
Credit: Gruppo Astrofili Massesi

Solo la punta dell’iceberg

Secondo Oei, le galassie con getti giganti potrebbero essere molto più comuni di quanto pensiamo: la difficoltà nell’osservarle aumenta proprio con le loro dimensioni e la distanza. Con il miglioramento della strumentazione astronomica, gli scienziati si aspettano di scoprire molte altre strutture di questo tipo, forse ancora più grandi di quelle finora individuate.

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