Un team della George Mason University ha simulato diversi scenari per la futura base sulla Luna della NASA. Il modello ha mostrato che la configurazione con sei astronauti, rifornimenti ogni due settimane e un ambiente stabile ha la più alta probabilità di successo.
La NASA sta pianificando una base permanente sulla Luna. Il problema? Capire quanti astronauti servono effettivamente per farla funzionare. Un team della George Mason University, guidato dalla ricercatrice Anamaria Berea, ha provato a rispondere con un modello computazionale. Hanno simulato diverse configurazioni, sulla base del numero di astronauti, della frequenza dei rifornimenti e delle condizioni ambientali.
I risultati delle simulazioni
La simulazione ha mostrato che la configurazione con sei astronauti, rifornimenti ogni due settimane e un ambiente privo di variazioni estreme funziona meglio. In quelle condizioni, la produttività degli astronauti rimane alta e il rischio di fallimento si abbassa. Con quattro astronauti, un solo rifornimento al mese e condizioni ambientali avverse, la produttività scende intorno al 20% delle attività previste.

La lezione della ISS
Sulla ISS, la NASA misura la produttività in ore di ricerca per settimana. Con tre astronauti, l’obiettivo è 35 ore settimanali. Con quattro o più, sale a 68,5 ore. La base lunare sarà molto più isolata e i rifornimenti arriveranno con meno frequenza, dunque ogni errore peserà molto di più. La simulazione ha mostrato che il fattore umano conta almeno quanto la tecnologia. Se gli astronauti sono pochi e lo stress è alto, la missione fallisce, ma se sono il numero giusto, la base funziona. La matematica dice sei, vedremo nei fatti, se e quando realmente saremo pronti, quali saranno effettivamente i risultati, augurandoci tutto vada come previsto.
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