Biodiversità a rischio, animali in via di estinzione, habitat minacciati dall’aumento delle temperature e da quello del livello del mare. Ecco perché siamo vicini alla sesta estinzione di massa della storia.

La storia ci insegna che guardare al passato può aiutarci a comprendere meglio il futuro. Nell’arco della nostra storia si sono verificate ben 5 estinzioni di massa. Periodi in cui vi è un massiccio sovvertimento dell’ecosistema con conseguente scomparsa (e quindi estinzione) di tantissime specie viventi e la sopravvivenza di altre che sono diventate dominanti.

La prima si è verificata circa 450 milioni di anni fa (Ordoviciano-Siluriano). Sarebbe stata causata dall’esplosione di una supernova particolarmente vicina, che avrebbe causato l’estinzione di circa l’85% delle specie allora esistenti sul nostro pianeta. Nel Devoniano superiore (circa 375 milioni di anni fa) se ne verificò un’altra, durata addirittura 50 milioni di anni, in cui si registrò all’improvviso una forte diminuzione della biodiversità. Nel Permiano-Triassico (250 milioni di anni fa), invece, si ritiene che un asteroide abbia colpito la Terra e fatto scomparire il 50% delle famiglie animali esistenti.

Alla fine del Triassico, la temperatura salì addirittura di 5 gradi Celsius e questo riscaldamento (per il rilascio di una grande quantità di metano dal fondo degli oceani, secondo gli studiosi) causò l’estinzione di circa il 76% delle specie viventi. Ultima l’estinzione dei dinosauri avvenuta circa 65,95 milioni di anni fa: ne abbiamo parlato proprio ieri in un articolo a parte.

Le conseguenze del riscaldamento globale. Credit: pixundfertig (Pixabay)

Cambiamenti climatici: quali specie rischiano di più?

Secondo recenti calcoli, il 60% delle specie viventi e il 77% degli habitat della Terra sono minacciati dai cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature, l’eccessivo consumo di suolo, la deforestazione e le continue emissioni di CO2 stanno mettendo a repentaglio la vita di tantissimi animali che non riusciranno ad adattarsi al cambiamento. O meglio, non ne avranno il tempo.

Secondo una ricerca condotta dall’Università dell’Arizona e quella di Yale, che comprende lo studio su 17 gruppi di animali e ben 540 specie tra anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, molti di questi animali impiegherebbero quasi un milione di anni per adattarsi a variazioni di temperatura di un grado. Pensate se, come si presuppone, le temperature dovessero aumentare di 2, 3 o addirittura 4 gradi nei prossimi decenni. Questo implica che molte di queste specie non riusciranno in alcun modo ad evitare l’estinzione.

E in Italia?

Nell’ultimo dossier di Legambiente si legge che oltre un quinto delle specie presenti nel nostro territorio sarebbero a rischio estinzione. E se non si riuscirà a mettere un freno all’aumento delle temperature, una specie su sei di piante e animali scomparirà entro il 2100. Oggi le specie si estinguono ad una velocità 100 volte superiore a quella del passato. Non c’è più tempo da perdere.

Bambini attraversano un fiume accanto ad un grande incendio boschivo. Credit: pixundfertig (Pixabay)

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