Le stagioni cambiano anche su Marte e gli scienziati riescono a saperne sempre di più sugli effetti che questi cambiamenti hanno sul pianeta rosso grazie alle sonde ed ai rover che stanno esplorando il pianeta. Nel video seguente tutte le informazioni sui compiti assegnati a ciascuna missione sul pianeta rosso

Nessun pianeta, oltre alla Terra, è studiato così intensamente come Marte. Oggi sonde e rover studiano il pianeta rosso da tutte le angolazioni. Perseverance e Curiosity della NASA forniscono rapporti quotidiani sul tempo misurando condizioni come umidità, temperatura e velocità del vento sulla superficie. Orbiter come Odyssey, Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN (MAVEN), e il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) rilevano la portata e le dimensioni delle tempeste dall’alto. Le mutevoli condizioni atmosferiche possono essere spesso una sfida per i veicoli spaziali. L’Ingenuity Mars Helicopter, ad esempio, ha recentemente aumentato la velocità del suo rotore da 2.537 rpm a 2.700 rpm per volare in un’atmosfera estiva più sottile. Nel frattempo, il lander InSight della NASA, che sta studiando l’interno di Marte, ha recentemente misurato uno dei più grandi e duraturi terremoti che la missione abbia mai rilevato.

Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/ASU/MSSS

Mitologia del nome

Il pianeta fu chiamato Marte dai romani perché lo identificavano con il loro dio della guerra a causa del suo colore rossastro che ricordava il sangue. Gli egiziani lo chiamavano “Desher“, che significa “quello rosso”. Il motivo per cui Marte appare rossastro è dovuto all’ossidazione del ferro nelle rocce, alla regolite e alla polvere. Quest’ultima viene espulsa nell’atmosfera e fa apparire il pianeta prevalentemente rosso.

Curiosità di Marte…

È interessante notare che mentre Marte è grande circa la metà rispetto alla Terra, la sua superficie ha quasi la stessa area delle terre emerse del nostro pianeta. I suoi vulcani, i crateri da impatto, i movimenti della crosta e le tempeste di polvere hanno alterato il suo paesaggio per molti anni, creando alcune delle caratteristiche topografiche più interessanti del sistema solare. Il Pianeta Rosso ospita il più grande vulcano del sistema solare, Olympus Mons: è alto 25 chilometri ed ha una base con un diametro di 600 chilometri. Probabilmente il Pianeta Rosso ha subito enormi alluvioni circa 3,5 miliardi di anni fa. Oggi c’è acqua su Marte, ma l’atmosfera marziana è troppo sottile per consentire all’acqua liquida di esistere in superficie. Oggi, l’acqua si trova sotto forma di ghiaccio d’acqua appena sotto la superficie nelle regioni polari e scorre stagionalmente lungo alcuni pendii e pareti dei crateri.

…e della sua luna Phobos

Il quarto pianeta del Sistema Solare possiede due lune chiamate Phobos e Deimos e non ha anelli. Tuttavia, entro 50 milioni di anni, Phobos si schianterà sul pianeta o si disgregherà e formerà un anello attorno al pianeta. Questo accadrà quando Phobos raggiungerà il limite di Roche ovvero la distanza minima dal centro di un corpo celeste (Marte in questo caso) al di sotto della quale un secondo corpo celeste minore che vi orbita attorno e che si mantenga coeso solo grazie alla propria forza di gravità si frammenta per effetto delle forze di marea.

Credit immagine di copertina NASA/JPL-Caltech/University of Arizona/ASU/MSSS

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