Nell’universo, guardare più lontano nello spazio significa anche guardare indietro nel tempo. Cosa vedrebbe un’eventuale civiltà extraterrestre lontana, se osservasse la Terra in questo momento?

Quando osserviamo qualsiasi cosa, nell’universo, non la vediamo esattamente com’è in questo momento. Possiamo vedere solo oggetti come erano quando la luce che hanno emesso arriva ai nostri occhi. Di conseguenza, più un oggetto è distante da noi, più tempo impiega quella luce ad arrivare. Il che significa che lo vediamo com’era in passato. Ma cosa vedrebbe qualcuno lontano se puntasse lo sguardo verso la Terra?

la Terra vista da lontano
Una rappresentazione artistica dell’esopianeta Kepler-452b. Credit: NASA

Che aspetto ha la Terra vista da lontano, nell’universo?

Ciò implica che se un osservatore lontano ci guardasse in questo istante, vedrebbe la Terra come era in passato. Prendiamo le Voyager: sono le sonde più lontane di qualunque altra cosa costruita dall’uomo, nell’universo. Lanciate nel 1977, hanno impiegato 45 anni a raggiungere il limite del nostro Sistema Solare. Eppure, anche da così lontano (23,5 miliardi di chilometri da noi), è come se ci vedessero come eravamo appena 21 ore e 46 minuti fa. Un ipotetico osservatore sulla Luna ci vedrebbe come eravamo 1,25 secondi fa. Su Giove, 33 minuti fa. Dal Sistema Solare, insomma, il “passato” che un osservatore guarderebbe voltando lo sguardo su di noi sarebbe molto “vicino”.

Proviamo a fare un passo in più. Sirio è la stella più luminosa visibile a occhio nudo della Via Lattea. Si trova a 8,6 anni luce di distanza, significa che per un “extraterrestre siriano”, la Terra apparirebbe com’era all’inizio di febbraio del 2014! Vedrebbe Barack Obama presidente degli Usa e la Scozia votare per uscire dal Regno Unito. E ancora: da TOI 700, il primo sistema stellare con un esopianeta delle dimensioni della Terra, si vedrebbe il nostro pianeta com’era alla fine del 1920. Un messaggio di andata e ritorno impiegherebbe più di 2 secoli per raggiungerla.

Leggi pure: “Le civiltà evolute hanno breve durata nell’universo, ecco perché”

Dalla Grande Nube di Magellano, la galassia più vicina alla Via Lattea, un ipotetico osservatore vedrebbe la Terra com’era 160mila anni fa. L’Homo sapiens si era già evoluto, ma il pianeta era ancora in uno stato pre-tecnologico. Dalla Grande Nube di Magellano, insomma, sarebbe impossibile identificare segnali radio e la presenza di una civiltà intelligente sulla Terra. Dalla galassia di Andromeda un extraterrestre ci vedrebbe agli albori del Paleolitico, quando i nostri antenati iniziarono a usare i primi strumenti dell’età della pietra.

Insomma, chiunque osservi da lontano la Via Lattea, non sarebbe in grado di vedere la Terra com’è oggi. Solo civiltà vicine tecnologicamente avanzate potrebbero scoprirci, all’interno della nostra galassia. Gli esseri umani esistono “solo” da 200mila anni. Eppure, nonostante la nostra breve storia sul pianeta Terra, siamo stati in grado di esplorare, sondare e osservare vaste aree dell’universo che risalgono perfino ai primi istanti dopo il Big Bang. E per una specie solitaria come la nostra, questo è forse il più grande successo.

Riferimenti: Big Think

Passione Astronomia partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it